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The Notwist - Monk (Roma), 17.04.2026

Che i The Notwist siano tra i pionieri dell' indietronica è un dato di fatto, come reale e concreto è l'impeto sonoro che sprigionano nella dimensione live. C'è una forza che li spinge sul palco, un'orbita aperta e mutevole che rende quello che si ascolta su disco molto più fisico, catartico ed emozionale. In un  Monk sold out, questa onda sonora diviene così altro da sé, energia pura, cognizione graffiante del suono, pur non tralasciando quell'istinto dolce e malinconico tipico della band che si dipana come nuvole tra le maglie dell'ascolto.

Il viaggio dei The Notwist sul palco del Monk, dopo la lunga e onirica coda strumentale degli scozzesi A Happy Return, è alternanza tra allucinazioni sonore esplosive, impulsi di loop infiniti, scosse elettriche, ruvide trame synth-etiche, morbide visioni universali e macchie di melodia che accolgono in un unico abbraccio la voce sussurrata, quasi imprendibile di Markus Acher. Attorno a lui c'è un tripudio di suoni e di strumenti di ogni tipo che, come in un dipinto orchestrale opalescente, vengono orlati da luci a intermittenza, in discontinui bagliori che seguono i movimenti ritmici del suono stesso. Tra gli scintillii compositivi e gli energici muri sonori, chitarre, basso e batteria si fondono a clarinetti, tromboni, vibrafoni, taishōgoto e harmonium, creando codici indissolubili, modellando legami in modo suggestivo e totalizzante, in un denso magma di suoni che attraversa tutte le sfumature della band, dagli esordi fino ad oggi, dall'attitudine più punk, passando per l'elettronica, il kraut, il folk soffuso e l'alternative indie, fino alla sperimentazioni più recenti.

La setlist pesca dell'ultimo album News From Planet Zombie, con i brani "Teeth", "X-Ray", "Snow", "The Turning", "Who We Used to Be", ma non disdegna incursioni nella bellezza circolare di Neon Golden con "Pick Up the Phone" e "This Room". Non lascia indifferenti poi la furia hardcore punk di "Agenda", pezzo tratto dal primo omonimo disco della band, con sonorità nettamente differenti dai Notwist del presente. Nell'encore deflagrano i “binari” di "Pilot", con un fantastico arrangiamento che parte con un incedere dub, per poi mutare sembianze sul finale in un sound da rave nel deserto. Chiude "Gravity".

Un live dei Notwist è forma e forza emotiva sprigionata all'ennesima potenza. È un po' come fuggire dalla realtà, valicando universi altri, nella solitudine dell'eco del suono che diventata tangibile, atavico e liberatorio.

 

Setlist

  1. Teeth
  2. X-Ray
  3. Where You Find Me
  4. Ship
  5. The Turning
  6. Pick Up the Phone
  7. Gloomy Planets
  8. One With the Freaks
  9. How the Story Ends (Lovers cover)
  10. Snow
  11. This Room
  12. Agenda
  13. Who We Used to Be
  14. Silver Lines
  15. Into Another Tune
  16. Encore:
  17. Pilot
  18. Gravity
Immagine che rappresenta l'autore: Ida Stamile

Autore:

Ida Stamile