(2025, Flamingo Management srl)
Sincerità senza filtri, in compagnia di una chitarra e uno spirito blues che non conosce mezze misure: è questo Gesucristo forse è morto di freddo, nuovo album del cantautore romano Luca Carocci, che in otto tracce semplicemente racconta la vita, con le sue contraddizioni, i suoi dolori, le sue bellezze costruite sulle imperfezioni.
Proprio per mantenere questo spirito di genuinità assoluta il disco è registrato tutto in presa diretta e ciò che più colpisce è che alla fine, per fare musica bella e sincera come quella di Carocci, bastano pochissimi elementi, ridurre i suoni all’essenziale e avere semplicemente una storia significativa da raccontare, mettendosi a nudo e, quando necessario, facendosi anche una bella risata, che una piccola dose di ironia e cinismo non guastano mai.
Non serve darsi fuoco né spingere un motore, restare fissi a terra tra i debiti del fare… né essere sé stessi e fingere di amare. Rallentare, fare pace con sé stessi, ricalcolare le priorità e gioire delle proprie differenze, senza uniformarsi per sentirsi parte del tutto. L’unica cosa che davvero conta è – ed è sempre stata – la verità. La felicità non è un premio, ma un atto di volontà: una scelta, anche quando nulla sembra allinearsi.
Gesùcristo forse è morto di freddo è un lavoro raffinato nella sua volontaria imperfezione, bello di quella bellezza che hanno solo le storie vere e le anime che vogliono, di quelle storie, metterti a parte: Carocci si conferma cantautore di razza, capace di creare quadri di straordinaria umanità, quell’umanità di quartiere, familiare, fatta di rughe, sorrisi sghembi e battute al fulmicotone, ma anche di dolori capaci di segnarti a vita ed esperienze che, certe volte, non si possono proprio raccontare se non mettendole sottoforma di canzone.
Questo disco farà bene a tutte le anime pure che avranno la voglia di ascoltarlo, perché ci ritroveranno dentro un pezzo di quella verità che cercano nella vita di ogni giorno.

TRACKLIST
- Canzone semplice
- Cammina bambina
- Il gelo dentro una parola
- Gesucristo forse è morto di freddo
- Le sere di maggio
- Solo su una gamba
- Tu che difendi il lavoro / Per non farsi male
- Aspetto fuori