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Intervista Belladonna

Nel vasto calderone della musica italiana, i Belladonna rappresentano una realtà a sè stante di difficile catalogazione.
Spenti i riflettori della loro ultima data milanese lo scorso 26 Aprile, abbiamo raggiunto la front-woman Luana Caraffa, che molto gentilmente ha risposto alle nostre domande sulla musica dei Belladonna e, più in generale, sul significato di "rock-noir".

Ciao, Luana. Benvenuta su Ondalternativa.it! I Belladonna si autodefiniscono come “rock noir”. Puoi spiegare ai nostri lettori cosa intendete con “rock noir” e quali sono le vostre principali influenze?
L’esigenza di definire la nostra musica "rock noir" nacque quando su MySpace scattò un enorme passaparola sulla nostra band. E’ stato un modo per distinguerci dal gothic e dal metal, due generi che apprezziamo ma che sentiamo molto lontani da noi, cui superficialmente la nostra musica avrebbe erroneamente potuto essere accostata. Il mistero, l’erotismo, un certo esoterismo legato più ad aspetti psichici ed epistemologici che a una dimensione ontologica sono gli ingredienti base del rock noir. Le nostre influenze sono più di matrice letteraria e cinematografica che musicali.


Voi siete, da sempre, una realtà indipendente nel panorama musicale italiano. Quali sono i pro e i contro di questa scelta?

L’indipendenza assoluta è sicuramente un fattore positivo dal punto di vista artistico poichè si è totalmente liberi di fare ciò che si vuole senza il rischio di doversi piegare a delle scelte di mercato e commerciali imposte, come dire, dall’alto. Certamente questo implica il dover lavorare a 360 gradi curando qualsiasi aspetto che riguarda la band…ma non so se definire ciò un “contro”, anzi: la libertà di espressione musicale per molti aspetti parte proprio dall’essere liberi di esprimere come viene gestita e presentata la propria musica.

Nei Belladonna la componente femminile è ben presente. Oltre alla tua presenza, c’è anche Tam Scacciati, al basso, e Valentina De Iullis, alla tastiera. Credi che ciò dia una marcia in più alla band?

Ogni componente della nostra band è anzitutto una persona e un musicista, e secondo me certe distinzioni sessuali noi personalmente non le facciamo. Di sicuro pero’ la stragrande maggioranza dei musicisti italiani di sesso maschile vivono il fare musica come un modo per affermare il proprio ego piuttosto che come un modo per entrare in contatto intimo e profondo con se stessi e gli altri, quindi sì, sicuramente avere una maggioranza di musiciste di sesso femminile nella band ci permette di non dover incorrere in problemi derivanti da questa spiacevole e purtroppo molto frequente attitudine dei musicisti uomini italiani.

Dato che siete ormai diventati una realtà affermata, quale consiglio vi sentite di dare ad un giovane gruppo che si affaccia ora sul mercato musicale?
Abbandonate tutto e dedicatevi al 101% alla vostra musica. Solo – camminando sul filo senza rete! – potrete veramente scoprire chi siete musicalmente ed imparare ad esprimerlo e a donarlo agli altri.

Avete da poco pubblicato “Shooting dice with God”, la vostra ultima fatica discografica. Illustrateci meglio questo progetto e il concept che c’è dietro.

Non sapremmo dirti se dietro c’è un concept o meno, sono cose che di solito scopriamo ex-post come qualunque fruitore…come se l’opera vivendo di vita propria retroagisse sui propri autori! Ma di sicuro molti brani dell’album sembrano esprimere un anelito a trascendere la propria condizione umana e terrena, e questo filo conduttore ha sicuramente ispirato il titolo dell’album.

Un plauso va anche alla suggestiva cover a cura di Barbara Badetti, dove c’è un chiaro riferimento a Maria Spelterini, famosa funambola italiana che attraversò le cascate del Niagara e che viene anche citata in una traccia del CD intitolata “Wonderlust”.

Barbara Badetti è un’artista eccezionale! Le siamo infinitamente grati, è una cover che davvero toglie il respiro! Vi consiglio di visitare il suo sito www.barbarabadetti.com

Volevo levarmi una curiosità riguardo alla produzione. Lo avete registrato in presa diretta? Perchè ci sono tutta una serie di piccoli particolari (per esempio le bacchette della batteria che danno il tempo iniziale a "In My Demons’ Name") che mi fanno pensare ciò.

Ottimo!! Adoro quando un giornalista è in grado di riconoscere certe cose! Si, è stato registrato completamente in presa diretta (la mia voce inclusa: tutto completamente live) nel corso di soli due giorni.


Dato che oramai siete al quarto CD di inediti, avete mai preso in considerazione l’idea di pubblicare un DVD?

A dire il vero non vi abbiamo mai pensato! Forse perchè siamo ancora troppo occupati a vivere ogni giorno la nostra avventura piuttosto che a pensare di raccontarla!

Il 18 marzo di quest’anno avete pubblicato come regalo ai fans una cover di “Sweet Child O’ Mine”. Come mai avete scelto questa canzone? Avete mai pensato di fare un CD di cover?

No, non è al momento nella nostra lista di desideri il realizzare un album di cover! L’idea di riarrangiare "Sweet Child O’ Mine" è nata un giorno per caso in sala prove, dopo averla eseguita live durante un tour europeo e visto il meraviglioso riscontro che riceveva da parte del pubblico, abbiamo deciso di registrarla per regalarla a tutti i nostri amici e fans.


Uno dei momenti più riusciti del concerto del 26 aprile al Blues House è stata indubbiamente l’esibizione acustica di “I Wanna Be Your God”. Inoltre, il 1 giugno al Rock’N’Roll di Varese terrete un set acustico. Avete mai preso di fare un CD acustico?

La dimensione acustica è sicuramente in grado di esaltare l’essenza delle canzoni che, nel nostro caso, nascono proprio così, chitarra o piano e voce. Quindi chissà, forse un giorno potremmo anche decidere di ri-registrarle così!


Parliamo di tour. Ora state promuovendo l’ultimo CD con un tour in Italia e sono già previste un paio di date in Repubblica Ceca. E’ successivamente previsto un tour vero e proprio anche all’estero? Oppure qualche data come supporter a nomi più blasonati?

Proprio in questi giorni si stanno aggiungendo molte nuove date a questo tour. Appena confermate saranno tutte pubblicate nel nostro sito www.belladonna.tv.


Nel vostro CD precedente “And There Was Light”, era presente “Let There Be Light”, una collaborazione con il musicista Michael Nyman sulle note di “The Heart Asks Pleasure First”, colonna sonora di “Lezioni di Piano”. Come è nata questa collaborazione?

"Let There Be Light”, il brano scritto in collaborazione con Michael Nyman, non è in realtà presente nel nostro penultimo album “ And There Was Light”,è un singolo a parte! Il rapporto con lui è nato tramite Facebook dove abbiamo iniziato a scriverci. E dopo che Nyman ci ha visto dal vivo a Londra abbiamo deciso di collaborare musicalmente.


Da poco tempo avete lanciato anche una bottiglia di vino che porta il vostro nome “Belladonna”. Come mai questa idea?

Il vino Belladonna è un dei migliori Merlot italiani in assoluto (della cantina Leuta) secondo la guida Veronelli. E’ italiano, sensuale, ha un gusto profondo, fa perdere le inibizioni…c’era indubbiamente una connessione con questo vino e quello che cerchiamo di fare musicalmente, e da lì è nata l’idea.


I Belladonna sono nati dalle ceneri di “Zoo di Venere”, un precedente gruppo che avevate fondato tu e Dani Macchi, chitarrista dei Belladonna. Il primo singolo “Killer” fu pure colonna sonora del film “Ricordati di Me” di G. Muccino, con videoclip annesso girato da Richard Lowenstein, regista di “E morì con un falafel in mano” e che ha diretto video per INXS e U2. Ai tempi le sonorità rock noir, che caratterizzano i Belladonna erano però supportate da testi in italiano. Come mai avete abbandonato questo progetto? Avete mai preso in considerazione l’idea di scrivere pezzi in italiano, ora come Belladonna?

Gli Zoo di Venere stanno ai Belladonna un po’ come per Annie Lennox e Dave Stewart, i Tourists, stavano agli Eurythmics. Era una prima incarnazione del nostro desiderio primario di esprimere emozioni in musica, e la metaforfosi in Belladonna è stata analoga – perlomeno così l’abbiamo vissuta noi – a quella di una crisalide in farfalla.


L’intervista è finita. Un saluto ai nostri lettori!

Grazie a tutti per aver letto quest’intervista!! Potete scriverci tramite la nostra pagina ufficiale di Facebook: www.facebook.com/belladonnaband, rispondiamo sempre a tutti!

A cura di Edoardo R. Fiumi

Sito ufficiale Belladonna: www.belladonna.tv

Facebook: www.facebook.com/belladonnaband

Sito ufficiale Barbara Badetti: www.barbarabadetti.com

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