La copertina di Goo (1990) è un disegno a inchiostro di China di Raymond Pettibon — fratello di Greg Ginn dei Black Flag e artista storico dell’underground californiano — basato su una fotografia di cronaca: ritrae Maureen Hindley e suo marito David Smith, testimoni di uno dei casi più oscuri e controversi della cronaca neera britannica degli anni Sessanta: The Moors Murders. Il testo scritto a mano recita “I stole my sister’s boyfriend. It was all whirlwind, heat and flash. Within a week we killed my parents and hit the road.”
Maureen Hindley era la sorella minore di Myra, nata nel 1946 a Manchester. Aveva sposato David Smith da giovanissima, a soli sedici anni. Era quindi la cognata di Ian Brady — l’uomo che con sua sorella aveva abusato e ucciso cinque bambini tra il 1963 e il 1965. Una notte di ottobre del 1965, Brady convince David a trascorrere del tempo insieme, ma in modo perverso gli fece assistere all’assasinio di un ragazzo insieme a sua moglie, costringendolo a guardare.
Quando Smith tornò a casa, completamente sconvolto e disgustato, raccontò tutto a Maureen ed insime decisero di denunciarli. Durante il processo del 1966, Brady e Hindley fecero qualcosa di deliberatamente calcolato: cercarono di trascinare David con loro. Sostennero che fosse un partecipante consenziente, che avesse goduto della violenza. Siccome David aveva un piccolo precedente penale ed era un ragazzo working class, il pubblico ci credette; fu disprezzato e vilipeso dalla stampa per anni, anche dopo che Hindley ammise finalmente di aver mentito sulla sua partecipazione.
Né Raymond Pettibon né i Sonic Youth conoscevano all’epoca l’orribile storia che si celava dietro l’immagine, ma pensavano che fosse evocativa e attraente. Quando scoprirono che era legata a uno dei casi di omicidio più oscuri della storia britannica, decisero di mantenerla. Oggi è una delle copertine più riconoscibili e imitate nella storia del rock alternativo.
Dall’uscita dell’album, l’artwork si può trovare su magliette, tazze, poster, qualsiasi cosa. Inoltre, la riconoscibilità della copertina dell’album ha portato a innumerevoli parodie e interpretazioni comiche, con personaggi di Pulp Fiction, Star Wars e Beavis and Butt-Head, tra gli altri che sostituiscono i volti originali.
