(2026, 42 Records)
A soli dieci mesi di distanza dal loro folgorante esordio Orgia Mistero, che ha fatto gridare al miracolo tutti gli amanti del prog e della psichedelia, tornano con una nuova suite sonora i Neoprimitivi: altri sei “movimenti” che sono però un unico movimento congiunto e che è impossibile ascoltare a sé, bensì sono costruiti appositamente per essere ascoltati come un’opera unica.
Questa volta la band ci porta a conoscere un universo dai colori totalmente diversi rispetto a quelli variopinti dell’esordio, anzi ci porta nei meandri di un’oscurità fitta, in cui il sound si fa rarefatto, una funzione laica o forse addirittura una messa nera che fa pensare all’universo Lynchano di Twin Peaks.

Le atmosfere dub si intersecano con il jazz, che a sua volta ammicca al funk e si perde in suoni rarefatti, ansiogeni, che fanno sentire l’ascoltatore quasi intrappolato, costretto a stare perennemente all’erta perché qualcosa può sempre accadere e, poi, non accade niente ma anzi si lascia spazio ancora di più al vuoto, a sensazioni inquiete con le quali, ascoltando Il sangue è pronto si deve imparare a convivere, mentre una batteria melliflua scandisce il tempo.
E’ proprio questa la forza dei Neoprimitivi in questa loro seconda opera, la capacità di prendersi il tempo, dilatarlo o velocizzarlo a loro piacimento e facendo questo cambiare lo stato d’animo dell’ascoltatore, che a un certo punto si trova in un jazz club fumoso e poi sputato fuori in una notte nebbiosa in cui tutti i lampioni sono spenti.
Il loro è chiaramente un rito, la voglia di creare un cerimoniale sonoro e solo gli adepti al loro culto apprezzeranno Il sangue è pronto.

Tracklist
1. 1. Il sangue è pronto (suite)