Avvicinarsi ad un album degli Animal Collective e resistere alla tentazione di fare un uso generoso di metafore è piuttosto arduo. Conseguenza, ovviamente, dell’approccio composito e difficilmente inquadrabile di Panda Bear, Geologist e Avey Tare. Nel caso dell’ultimo Painting With ci troviamo di fronte ad un lavoro però ben più “inquadrato” rispetto a quanto gli artisti di Baltimore ci abbiano abituati in oltre quindici anni di carriera.
A quasi quattro anni di distanza dal precedente Centipede Hz, questo Painting With riprende il percorso musicale evolutivo dei tre (privi di Deakin). Accantonate ormai definitivamente le chitarre acustiche, il disco risulta essere pienamente votato all’elettronica. Persiste un processo costruttivo dei brani che centrifuga suoni e battiti per farli esplodere in caleidoscopi ammalianti. Eppure la vena creativa qui pare normalizzata al fine di creare tracce più lineari e dal gusto smaccatamente pop. Le atmosfere sognanti hanno lasciato spazio a ritmi sempre più giocosi che sottolineano ancor più la fascinazione tribale della band. A incentivare la percezione che Painting With sia un lavoro votato al “divertimento” concorrono, oltre alla struttura musicale, il rincorrersi, sovrapporsi, alternarsi delle voci lungo tutto il disco.
Painting With, per tutto quanto detto fino ad ora, rappresenta una sorta di ponte che gli Animal Collective calano tra due gruppi di pubblico una volta molto diversi tra loro ma che oggi sono sempre più vicini: quello indie-alternative di quindici (o anche solo dieci) anni fa e quello dei club.
In un certo senso però il disco finisce con il non colpire appieno in nessuna direzione. Troppo elaborato per risultare definitivamente pop, troppo pop e condensato per permettere all’ascoltatore di immergersi appieno nel caleidoscopio immaginifico di suoni.
01. FloriDada
02. Hocus pocus
03. Vertical
04. Lying in the grass
05. The burglars
06. Natural selection
07. Bagels in Kiev
08. On delay
09. Spilling guts
10. Summing the wretch
11. Golden gal
12. Recycling
a cura di: Captain Eloi
