(Sumo Records, 2025)
In Italia probabilmente nulla assomiglia a Wepro: una personalità caoticamente raffinata che mescola rock’n’roll, elettronica e pop con un approccio provocatorio e ironico.
A due anni di distanza dall’album omonimo di debutto Wepro, torna a imporsi con la sua elegante e dirompente presenza grazie a Music for rapine, uscito per Sumo Records. Un disco energico, sensuale, sapientemente frivolo e ingegnosamente costruito: una sorta di concept album sulle relazioni sentimentali e sulle infinite variabili che le rendono eccitanti, strazianti e pericolose, ma anche sul modo in cui ci portano a scoprire e comprendere meglio noi stessi. Non a caso, la tracklist sembra costruire un’unica frase di senso compiuto, come se fosse rivolta a una persona amata.
Il disco si apre con il singolo “Sexy”, brano che mette subito in mostra la cifra stilistica dell’artista romano: una scarica elettrica rock-dance che esibisce il suo marchio di fabbrica, fatto di produzione e songwriting dal sound volutamente esterofilo, dove anche il testo contribuisce a creare un ritmo trascinante e incalzante.
Si prosegue con “Perché sei cool”: le atmosfere si spostano dal live club al clubbing, con un synth bass a costituire l’ossatura principale della canzone, che richiama i Nine Inch Nails, ma ricollocati in una discoteca. In “Come nel giorno in cui” tornano chitarre e batteria, in quello che sembra un brano di Nelly Furtado suonato dai The Hives. Qui, Wepro dimostra anche ottime doti vocali, raccontando una storia d’amore con una ragazza di nome Giulia. Proprio Giulia ritorna nella traccia successiva, “Nella rapina più bella”, un inno rock a metà strada tra il Marilyn Manson dei primi anni 2000 e i Fall Out Boy: il brano più aggressivo dell’album, sia nei suoni sia nelle liriche.
Di tutt’altro tenore è “Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo”, terzo e ultimo singolo estratto dal disco: un brano rock dai toni epici e malinconici, figlio degli anni ’80 dei The Cars, con sintetizzatori che cantano sopra una base di chitarre distorte. Il testo mette a nudo l’impossibilità di categorizzare i sentimenti in compartimenti stagni e, con estrema sincerità, racconta la volontà di essere onesti innanzitutto con sé stessi, anche a costo di ferire le persone amate.
“Ed è ancora vero” riporta in alto i BPM con un brano dalle tinte garage che parla di ribellione, anticonformismo e desiderio di buttarsi nel vuoto pur di non restare bloccati. Concettualmente è un preludio a “Tu mi fai Wao”, secondo singolo estratto e uno dei migliori pezzi dell’album. Aggressiva, ballabile, catchy e dannatamente potente, la canzone descrive la confusione generata da una donna che stravolge la visione dell’amore e delle relazioni: un inno al caos delle relazioni non monogame e all’equilibrio precario tra l’idealizzazione di una sola persona e il bisogno di libertà — “anche se nel club c’è tanto rumore, fra tutte le persone voglio solo te”.

Dopo questa scarica di adrenalina, i toni si ammorbidiscono con “Perché ti sento straniera”, un mix punk/disco/R&B in cui Wepro canta in falsetto per descrivere un’attrazione rischiosa, capace di ferire e distruggere. “E ti vorrei forever” è l’unica ballad dell’album: su un giro di piano racconta inganni, manipolazioni e dipendenza affettiva, insieme alla paura simultanea di perdere e possedere una persona, in un’ulteriore esplorazione del tema della non monogamia.
“Come quando” rappresenta invece un episodio a sé, sia nella narrazione sia nel sound. Wepro mostra il suo controllo del linguaggio hip hop e R&B con un brano rappato in cui campionamenti, fiati e beat elettronici sostituiscono le schitarrate ascoltate finora. Il testo suona come una dichiarazione d’intenti dal tono ironicamente autocelebrativo, a metà tra esercizio di stile e sfogo personale.
L’ultima canzone cantata del disco è la simbolica “Il tuo bacio”, il brano più teso e malinconico dell’album, ancora immerso nei synth epici anni ’80. Con un “ciao, addio amore” racconta, con sofferenza, la necessità di lasciar andare un amore intenso trasformatosi in una guerra insostenibile: “quando l’amore non basta, l’amaro è ciò che ci resta, prego che tu lo faccia ma poi tocca a me”.
Chiude Music for rapine l’outro strumentale “Mi morse”, un brano di ambient elettronica che sembra uscito dalla serie Ghosts dei già citati Nine Inch Nails. Il titolo evoca il bisogno di silenzio e pace dopo una rottura o una ferita, prima di ricostruirsi pezzo per pezzo.
Wepro è un rocker intellettuale che si atteggia da caciarone: raffinato nelle produzioni e nella costruzione sonora, volutamente superficiale e leggero nell’immaginario e nelle liriche. Con Music for rapine firma quello che, ad oggi, è il suo lavoro più rappresentativo e personale.

TRACKLIST
- SEXY
- PERCHÈ SEI COOL
- COME NEL GIORNO IN CUI
- NELLA RAPINA PIÙ BELLA
- TI HO DETTO TI AMO MA NON LO PENSAVO
- ED È VERO ANCORA
- TU MI FAI WAO
- PERCHÈ TI SENTO STRANIERA
- E TI VORREI FOREVER
- COME QUANDO
- IL TUO BACIO
- MI MORSE