C’è un momento — poco raccontato ma decisivo — in cui smetti di essere una “promessa” e inizi a fare i conti con quello che sei davvero. I Preferisco Ignazio partono da qui per anticipare il loro primo album, atteso nella seconda metà del 2026, con un double single che mette subito a fuoco coordinate sonore e tematiche: “Miretti”e “Lanterna”.
Due tracce diverse per struttura e atmosfera, ma legate da una stessa tensione di fondo: crescere senza avere strumenti adeguati per farlo.
“Miretti” è il lato più immediato e frontale del progetto. Chitarre che flirtano con il math-rock, una sezione ritmica serrata e un’apertura in ritornelli di matrice punk fanno da cornice a un testo che lavora sull’idea di maturità come processo incompiuto, mai davvero risolto. “La verità è che non ho più l’età / per rimediare a tutte le cazzate che continuo a fare” è il punto di rottura del brano: non tanto una confessione, quanto una presa d’atto. La crescita non coincide con il controllo, ma con la consapevolezza di non averne abbastanza. E ancora: “non mi sento pronto / per rinunciare al bisogno di sbagliare” ribalta la retorica dell’adulto “aggiustato”, rivendicando l’errore come spazio necessario.

Se “Miretti” è movimento, “Lanterna” è sospensione. Il secondo brano si costruisce su un basso portante e su chitarre cariche di riverberi e delay, lasciando spazio a un andamento più dilatato e immersivo. Qui la band sposta il focus dall’individuo al contesto: non più solo crescere, ma farlo mentre tutto intorno sembra cedere. “Voltarmi e non trovar solo macerie” e “è tempo di sacrificare la mia umanità / per non mutare il sogno in incubo” delineano uno scenario in cui la difesa emotiva diventa quasi meccanica. L’idea centrale è chiara: per restare intatti, bisogna filtrare il mondo, ridurre l’impatto, anestetizzare. In questo senso, la “lanterna” del titolo non è una soluzione ma un rifugio minimo — “trovare la lanterna per cui ardere” — una forma fragile di orientamento più che una vera salvezza.
Il doppio singolo funziona anche perché tiene insieme queste due direzioni senza forzarle: da una parte l’urgenza emotiva e relazionale, dall’altra una riflessione più ampia e quasi esistenziale; scelte come prime tracce per anticipare l’album, chiariscono immediatamente un punto — i Preferisco Ignazio non stanno cercando una forma perfetta, ma una forma onesta.
