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The Chasing Monster - Tales

“Ti racconto una storia …”: questo potrebbe essere stato il pretesto ad aver gettato le basi all’intricata narrazione musicale dei Chasing Monster nella loro prima prova in full-length. Uscito lo scorso gennaio per Antigony Records, Tales, rappresenta un esordio in gran stile per la band viterbese, con tanto di incisione in versione extended sotto il titolo Today, Our Last Day On Earth, dove fanno la loro comparsa cinque Atti totalmente recitati e incastonati come intermezzi tra le varie tracce.

Si tratta di un album interamente composto da sola musica e parole, in cui l’intensità dell’apparato strumentale esplora l’essenza di territori Post-Rock per fondersi con la profondità delle parti recitate. L’originale impostazione Post-Hardcore e Metal della band viene stemperata e diluita in sonorità meno heavy, ma emerge comunque a sprazzi creando atmosfere emotivamente forti in cui si alternano trame intricate di inerpicate distorsioni con melodie sognanti dal sapore malinconico. La storia intavolata nel corso dell’intero album si dipana nei tempi e negli spazi remoti di un’esistenza umana giunta ormai alla fine dei suoi giorni, dove i protagonisti nel loro ultimo afflato di vita si lasciano trasportare dalla magia dei racconti che sono costituiti dalle sette tracce che compongono la parte strumentale del disco, la quale, lungi dall’essere colonna sonora, diventa essa stessa narrazione. E infatti, ci pensano i corposi riff di chitarra fluentemente amalgamati con un drumming corposo a realizzare viaggi in cui l’anima si perde, attraversando spazi infiniti con voli pindarici che subito dopo piombano di nuovo in profonde introspezioni.
Un album decisamente coraggioso, che non cede mai a tentennamenti, ma segue una progressione costante, non semplice da eseguire se si elimina da una canzone la parte cantata. Eppure i Chasing Monster non cedono mai alla tentazione della ripetitività tonale, ma anzi stravolgono il tutto con potenti inserti ritmici che giungono a reiterare parti sonore costituite da linee melodiche più sfumate. L’impatto e la forza espressiva che la band riesce ad evocare lungo tutto il percorso viene già scandita dalla traccia di apertura, “Itai”, reticolato fraseggio di chitarre distorte e groove di batteria. Particolarmente interessante è anche “Albatros”, in cui la verve hard-core della band emerge in screm dilatati nella parte finale del brano, uno dei più lunghi e complessi di tutto il disco. Degno seguito di questa splendida storia musicale è rappresentato, poi, dal brano “La Costante”, singolo estratto per anticipare l’uscita del disco in cui compare il featuring con il chitarrista degli Acres, Theodore Freidolph, il quale dà il suo contributo con un notevole tocco metal e a tratti psichedelico.

Certamente, il disco non presenta una fruizione semplice da digerire, proprio per il fatto che nel tentativo di penetrare le tracce che lo costituiscono i parametri di definizione tradizionale perdono il loro valore. Ogni interpretazione è completamente soggettiva, ma questo è il suo valore aggiunto; quello che non si ascolta con le orecchie, ma che necessita del cuore per essere spiegato.

01. Act I
02. Itai
03. Act II
04. The porcupine dilemma
05. Act III
06. The girl who travelled the world
07. Act IV
08. Albatros
09. La costante
10. Act V
11. Creature
12. Today, our last day on earth

a cura di: Francesca Mastracci

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci

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