Una band che vanta nel proprio curriculum il rispetto e la stima di gente come Damo Suzuki (gloria a te!!!) e Girls against Boys, solo per citare i primi (…e per me più importanti!), merita un ascolto di quelli importanti e attenti ad ogni nuovo (raro) lavoro!
Tralasciamo il solito e ormai stanco discorso sul “nemo profeta in patria” perché è fin troppo evidente che anche qui siamo di fronte all’ennesimo esempio lampante e scivoliamo invece piacevolmente sul disco!…Che è meglio!
Dalle trame “freekedeliche” e “spacey-noise” di “Stearica invade Acide Mothers Temple” del 2011 sono passati 4 anni e dal primissimo lavoro “Oltre” del 2007 addirittura 8!…Che forse al trio torinese piace più suonare in giro che fare dischi? Domanda che mi piacerebbe porgli!
Parte la prima traccia e “Wow”!…Di questo disco ce ne saranno di cose da dire!
Fin dalla prima traccia, Delta, è già tutto chiaro! E chiaro è anche il fatto che questo disco suonerà granitico e feroce soprattutto dal vivo! Non vi è dubbio alcuno!
L’impressione che siamo di fronte ad una locomotiva lanciata a folle velocità è evidente traccia dopo traccia.
Atmosfere cupe, ritmi ipnotici, incalzanti e un suono che accoglie le diverse sfumature che vanno dal noise e dal rock avant-rumorista fino al post.
Qua è la si percepisce che alcuni brani saranno decisamente più “digeribile” nei live (Bes, Siqlum) dove credo nelle prime file sarà una vera sfilata di teste roteanti!
Arrivati ad Amreeka, a mio avviso, il disco giunge al suo apice, dove la voce di McCloud dei GirlsAgainstBoys pone il fiocco a tutto quanto il cofanetto!
Il finale è addirittura manieristico con il sax di Colin Stetson (Tom Waits, Arcade Fire, Tv On The Radio) ad impreziosire “Shah Mat”, il pezzo più “mistico” e dilatato dell’intero lavoro.
A conclusione non posso che dire “…Pollice su!”
01. Delta
02. Halite
03. Bes
04. Geber
05. Nur
06. Tigris
07. Siqlum
08. Amreeka
09. Shah mat
Recensione a cura di: Simone Grazzi
