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Intervista IFAD

Gli IFAD sono una band di 5 ragazzi, tutti nati nel 1987, amici sin da bambini, nati e cresciuti a Ginosa. Accomunati dalla passione per il rock danno vita un gruppo musicale crossover. La band crea brani in lingua italiana, facendo coincidere nel proprio sound con un basso portante le ritmiche di batteria e percussioni, con suoni di chitarre graffianti e psichedelici. La voce potente del bassista è accompagnata da seconde voci melodiche e aspre.

Come definiresti con quattro aggettivi la tua/vostra musica?
Cruda, incazzata, irriverente (o sfacciata), disillusa.

Come si intitola la tua/vostra ultima fatica discografica e come è stato il percorso di produzione della
stessa?
La nostra ultima ‚”fatica” discografica si intitola MALAZIONI, il cui percorso è stato molto lungo e suggestivo. Un percorso, durato quasi un anno tra una settimana intensa ad incidere il nostro pensiero musicale, rappresentato nel disco e mesi di editing e lavoro in studio. Un percorso arricchito dalla conoscenza di persone fantastiche che hanno migliorato il lavoro in studio e fortificato il morale positivo della band.

Se ti chiedessi quanta gente “mi porti” ad un tuo concerto, come reagiresti?
Centomila,un milione, dipende da quante ne vuoi.

Quanto sono importanti i social per la tua/vostra musica?
Sicuramente sono d’aiuto per far aumentare la visibilità visto che in Italia i media hanno poca considerazione verso l’underground.

A quanti concerti di musica di altri artisti indie sei stato negli ultimi sei mesi e cosa ne pensi dell’underground indipendente?
Tutti e 5 condividiamo la passione per il rock, il che significa assistere a numerosi concerti, cosa che si è ripetuta anche nell‚Äôultimo anno. Ai nostri occhi √® parso un cambiamento nella scena indipendente, c’è stata una maggiore affluenza rispetto agli anni precedenti, ma sopratutto una maggior consapevolezza e conoscenza, da parte del pubblico, del genere, quindi dei significati e contenuti che esso trasporta.
E’ cambiato forse anche l’approccio delle band che, anche grazie ai social ed altri mezzi alternativi, riescono a “condividere” la propria musica ed il proprio pensiero pi√π facilmente, facendo arrivare un messaggio più preciso e fedele. Essendo sia al pubblico sia alle altre band, con cui spesso si stringono rapporti. Per noi la musica indipendente è l’unica rimasta ancora libera, l’unica che ha ancora qualcosa da raccontare. Si basa su di un rapporto diretto con i fan, un rapporto leale, affettivo, che influenza le band e le responsabilizza, portandole ad essere costanti e coerenti.
In Italia l’underground non ha mai avuto lo spazio che merita e che conquisterebbe facilmente se le logiche di mercato fossero basate sul valore della musica vera e non su interessi puramente economici. Tuttavia si respira aria di cambiamento negli ultimi tempi, sembra che qualcosa stia cambiando.

Immagine che rappresenta l'autore: Alessandra Sandroni

Autore:

Alessandra Sandroni