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Alla scoperta dei Profugy

I PROFUGY

presentano

LA NOSTRA COMUNITÀ

Tutto nasce dalla voglia di raccontare storie, storie reali, di persone disadattate o escluse dalla società perché fuori dalla linea di pensiero o dei costumi odierni, quelli di una civiltà attaccata a falsi valori e a banalità che pilotano le scelte di ogni individuo. Il disco è in un certo modo una sintesi del nostro di pensiero, è il nostro manifesto, un’anticipazione di quello che abbiamo ancora da raccontare. A caratterizzare il tutto traspare una vena sarcastica e provocatoria, una sorta di sfida a convincere l’ascoltatore che quel che diciamo può in qualche modo rispecchiare la sua realtà o quella di un suo conoscente. E’ proprio l’estremizzazione della realtà, il voler mettere in ridicolo la società di oggi, la caratteristica predominante dell’ep. La nostra comunità è un’ideologia di pensiero, vivere senza pregiudizi, nè vincoli, senza distrazioni sociali.

Il posto che ami e che odi di piu della tua citta e perché

Il posto che amo di più della mia città si chiama “la Gaiola” o meglio, “abbasc a Gaiol”, che sarebbe una piccolissima spiaggia situata a Posillipo raggiungibile solo scendendo per infiniti scalini che partono dai pressi del parco virgiliano. Lo scenario è settacolare e infatti ci andavo spesso, oltre che per giornate di sole e mare ,anche di notte, con la comagnia, per serate falò, chitarra e vino, che hanno lasciato ricordi fantastici. Se dovessi invece scegliere il posto che odio di più della mia città non saprei dire, forse perchè ci sono troppo legato per “odiarla”. Ma dovendo dire scelgo paradossalmente Mergellina, che in assoluto è uno dei posti più belli di Napoli ma che non ha significato nulla di importante nella mia vita.

Ci sono libri mode musiche posti che hanno influenzato il disco?

Lessi “la mente che mente” dell’indiano Rajneesh(Osho). Cavolo quel libro oltre che influenzare il disco ha inciso decisamente sulle scelte nella mia vita. Penso che l’arte in generale sia frutto sempre di una multitudine di esperienze che anche non volendo influenzano la creatività. Il disco non ha influenze stabilite ma di sicuro tutto quel che è stato,in qualche modo è espresso in esso, mi faccio molto prendere dalle cose che mi succedono, quindi direi che più che da posti, mode, libri o musiche che comunque hanno impresso una determinata influenza, parlerei di “fatti reali” accaduti che hanno decisamente influenzato la produzione del disco. il viaggiare molto, conoscere tantissime persone con i propri pensieri, questo ha influenzato il disco.

Definisci in poche righe il disco.

La nostra comunità è la sintesi dei nostri pensieri,quelli di vivere una vita senza vincoli, senza pregiudizi o distrazioni sociali. Cerchiamo di dar voce ad una realtà scomoda che fingiamo di accettare perchè ci conviene,conviene essere agglomerati alla massa. Il nostro slogan è “verimme sule chelle ca ce vonno fa’ verè” e come suggerisce anche la copertina dell’album, cerchiamo di mettere in risalto un uomo bendato, in qualche modo offuscato dalle etichette standard che la società ci impone. Ecco noi siamo dalla parte delle cose che non conviene fare ma che facciamo lo stesso perchè sentiamo che in fondo è giusto cosi.

Definisci Il tuo guardaroba (con foto armadio se possibile)

Il mio guardaroba? A tratti ordinato in cui il cambio di stagione sembra non esitere. in verità ho quelle quattro maglie e quei pochi pantaloni che mi piaccioni e metto quelli. Non sono un assiduo “seguitore” di mode.

Tua musica preferita per fare sesso?

Qualsiasi musica ci fosse non l’ascolterei.

Qual è la cosa più bella del suonare dal vivo?

Di sicuro l’opportunità di esprimerci, di dire la nostra, di esporre un nostro pensiero e in assoluto la più bella gratificazione è che le persone possano rispecchiarsi in ciò che raccontiamo. Poi non c’è cosa più bela di quando cantano le tue canzoni.

Autore:

Alessandra Sandroni