Giovani, carini e arrabbiati: la rivoluzione hardcore degli XCOMM
“Don’t be such a fucking menace to society”
Borrowed Happiness
Si possono sentire con vigore le ruote dello skate, che incandescenti falciano le generazioni dell’hardcore punk, attraversare le strade delle origini per dare nuova forma e vitalità al genere. Si più sentire il rumore gracchiante dello Skate Park di Venice Beach, scricchiolare sul passato di culla leggendaria del crossover, resa popolare da band come Suicidal Tendencies e Beowülf, ed esplodere guardando al futuro con gli XCOMM.
Gli XCOMM stanno ridefinendo i confini dell’ L.A. Hardcore con la forza della loro giovinezza cruda e feroce. Una band di giovanissimi, composta dal cantante Michael Gatto, 19 anni, dal batterista Revel Ian, 14 anni, dal DJ Hunter Grogan, 20 anni, e da Adam Escoto, 16 anni, che con rabbia modella un sound aggressivo, pronto a distruggere i canoni pur conservando quella purezza catartica del genere.

Si sono formanti nel 2023. Revel Ian (figlio del chitarrista degli Anthrax Scott Ian e della cantante Pearl Aday) aveva già suonato negli ambienti hardcore di Los Angeles con progetti minori, tra cui una cover band chiamata, nomen omen, Minor Jerk Brains. Assieme ad Adam Escoto decidono di dare vita agli XCOMM, pubblicando una storia su Instagram, da bravi figli della Gen Z quali sono, alla ricerca di un cantante e un chitarrista. Michael Gatto risponderà immediatamente all’appello. Nel 2024 il demo di cinque brani Westside Punks, viene prodotto dall’attuale batterista dei Ministry, Roy Mayorga. Il 22 maggio è invece uscito l’album di debutto Time To Burn, prodotto dal “Good Father del nu metal” Ross Robinson, colui che ha spinto band come Korn, Slipknot e At the Drive-In al limite delle proprie capacità emotive. E lo ha fatto anche con gli XCOMM.
Time To Burn, uscito per la Blowed Out Records, l’etichetta fondata da Robinson assieme a Ghostemane e Bill Armstrong, vive dell’immediatezza sconsiderata della giovinezza, su detonazioni furiose di beatdown hardcore e una tagliente attitudine punk che si schianta a più riprese con l’elettronica, con degli inquietanti mondi sintetizzati in sottofondo, e con la melodia. Il disco è pregno di frustrazione e noia, di quella furia genuina che fa a botte con la società e tutto quello che c’è intorno. Parte con un feedback che sfocia nel ritmo veloce e incalzante di “Reasons” mentre Michael Gatto urla con forza “ I can’t believe it’s all over/I can’t get my shit out again/The weight of my world is on my shoulders”. L’atmosfera cambia con “Hot Pursuit, One and Nothing”, con il suo strato di alt-punk quasi evanescente. “Fake ID” parte con un’intro post-hc à la Fugazi per poi spingere sull’acceleratore del suono. Il brano è nato dopo che gli XCOMM erano stati cacciati da un locale nonostante avessero aiutato un’altra band a caricare l’attrezzatura all’interno. Quel senso di delusione, scaturito dall’essere esclusi in qualche modo da una scena, perché troppo giovani per entrare legalmente in un locale, è il centro nevralgico del pezzo.
“Why can’t you look at me?” cantano con violenza in “Borrowed Happiness”, mentre la titletrack brucia letteralmente e divampa tra le note. “Pirates” con il feat. di Ghostemane e la partecipazione del chitarrista/cantante dei Pennywise, Fletcher Dragge, è oscura e con un potente impianto industrial. “Running Zeros” è più indie-punk, con la melodia più strutturata e distante dall’hardcore più corrosivo. Una quiete solo iniziale permea “Relevance”, mentre nel sentirsi un po’ fuori dal mondo arriva il calcio tra di denti di “No Teeth”. Chiudono “Purity” e “Negativity”, che conservano la follia di una jam session.
Gli XCOMM sono autentici e immediati, già dentro a quel tempo in procinto di bruciare ogni cosa. Sono già pronti a diventare i nuovi “kids” dell’hardcore, sotto il sole rovente e incazzato della California.

Tracklist
- Reasons
- Hot Pursuit, One and Nothing
- Fake ID
- Borrowed Happiness
- Time To Burn
- Pirates (Feat. Ghostemane)
- Running Zeros
- Relevance
- No Teeth
- Purity
- Negativity