HEROES TEMPORIS WORLD EDITION
Un’intervista con Daniele Cutali
Nel 2006, ai tempi del debutto di Heroes Temporis, Daniele Cutali intervistò per MovimentiProg Giancarlo Trotta e Luca Contegiacomo: a dieci anni di distanza, uscita la World Edition dell’opera rock, rispolveriamo alcune domande di Cutali (nel frattempo divenuto apprezzato narratore) con l’aggiunta di qualche interrogativo attuale…
…2006:
Come e quando nasce il progetto Magni Animi Viri? Raccontateci il background di musicisti e cantanti.
È come se fosse sempre stato con noi… Alla base c’è prima di tutto una lunga amicizia, delle origini musicali diverse che si sono incontrate, obiettivi ambiziosi per realizzare i quali era necessaria una lunga gavetta. Siamo di Salerno e siamo lontani dalle città che contano, discograficamente ed economicamente parlando. Anche per questo la tenacia era necessaria, e molti anni fa quando pensammo al progetto Heroes Temporis cominciammo a lavorare intensamente proprio perchè conoscevamo gli ostacoli da affrontare. La produzione del disco è partita tra 2002 e 2003 e si è conclusa nel 2006: sono stati anni intensi e irripetibili.
Ci spiegate il significato del vostro nome?
A dire il vero ci sono tante motivazioni nella scelta di Magni Animi Viri, strettamente connesse con ciò che si fa e che si è: il nostro nome ci rappresentasse per quello che siamo, ovvero spirito, anima prima che corpo. Esso significa “uomini di grande animo”, quell’animo che ci trasporta, che ci dà coscienza di noi stessi, che ci fa sentire prima che agire. La musica è proprio questo, la possibilità di poterci far sentire e magari accontentarci di un’azione solo virtuale, in potenza, immaginaria, irreale.
Avete scelto di cimentarvi da subito in un’opera rock. Non pensate sia un genere un po’ inflazionato ultimamente, soprattutto dopo il Dracula della PFM e From Ancient Times degli Ainur, dedicato alla Prima Era del Silmarillion?
Conosciamo bene sia Dracula che l’opera dei giovanissimi Ainur, sono molto diverse dalla nostra. Noi non abbiamo un riferimento letterario (nè Stoker nè Tolkien) poichè partiamo da un concept nostro (anche se di valenza universale), quello del viaggio interiore e della reatà vista come sogno e illusione, sebbene musicalmente ci sia qualche aggancio con il maestoso rock della PFM. Giancarlo Trotta viene dalla musica classica, non è un rocker buttatosi nell’opera per moda: è stato sempre un nostro desiderio cimentarsi con un patrimonio classico che sentiamo molto in quanto italiani. Certamente è un genere inflazionato (e purtroppo capolavori come Tommy e The Wall non se ne fanno più), anche se per farlo bene ci vogliono idee chiare, capacità, anche una certa dose di coraggio, in un mondo musicale che premia la canzonetta disimpegnata e frivola. Tieni anche presente che noi coccoliamo l’idea di una rock opera da molti anni, non l’abbiamo concepita oggi… Solo il lavoro di produzione è durato quattro anni!
Avete forse pensato che la vostra rock opera, cioè l’unione tra classicismi, lirica, orchestra e il rock fosse un mix tra i più rappresentativi del progressive o avete soltanto cavalcato l’onda?
Ognuno di noi, ospiti compresi, proviene da culture musicali diverse (classica, rock, prog, pop, fusion, metal) fecondate da una esperienza decennale, ma èanche reciprocamente partecipe di una lunga amicizia che risale in alcuni casi all’infanzia, legame di sentimenti, di sensibilità che a volte possono dare origine, anche a distanza di tempo, ad un comune sentire: è ciò che ci è accaduto, ovvero il ritrovarsi un giorno con lo stesso genuino e spontaneo pensiero. Così è nato il nostro progetto: un’esigenza e un’ambizione comune, non dettata da una decisione artificiosamente programmata. Cavalchiamo esclusivamente l’onda delle nostre anime. In più devi sapere che durante la registrazione abbiamo sperimentato una sorta di isolamento proprio per evitare che l’onda potesse in qualche modo influenzarci, anche se abbiamo ascoltato, visto e analizzato le altre opere rock.
Come è venuta l’idea di far suonare nell’opera anche ospiti famosi e come li avete contattati? Sono stati disponibili da subito?
Più che un’idea è stata un’esigenza percepita fin da subito pensando all’ambizione del progetto, poiché quanto più si sente in profondità qualcosa, tanto più si avverte il bisogno di far uso di mezzi adeguati. Naturale è stata la conclusione di scegliere personaggi di calibro internazionale, che potessero farci fare il salto di qualità. Abbiamo pensato ad una sezione ritmica potente e precisa, che portasse l’energia del rock ma in binari diretti, senza sbavature: John Macaluso e Randy Coven sono stati davvero insostituibili. Ottenere la loro partecipazione non è sicuramente stato agevole, ma è stato bello constatare che, conosciuto il progetto, hanno immediatamente sposato le nostre ambizioni. Questo feeling continua ancora a stupirci.
Avete scelto la via dell’autoproduzione con risultati ottimi, package elegantissimo e cartella stampa lussuosa. Avete investito molto in questo progetto. Avete provato a contattare qualche etichetta che si sobbarcasse l’intera produzione di Heroes Temporis?
Magni Animi Viri nasce da molto lontano e come ti abbiamo detto è profonda espressione di noi stessi, della nostra filosofia musicale, dei nostri desideri. Abbiamo lavorato per anni allo scopo di poter restare totalmente proprietari del progetto, anche a fronte di lusinghiere offerte di molte etichette, alcune anche piuttosto prestigiose. Abbiamo fatto grandi sacrifici ma erano necessari questi investimenti, lo rifaremmo senz’altro.
Due voci potenti e dal grande timbro, quella maschile e tenorile di Francesco Napoletano e quella femminile più pop, suadente, di Ivana Giugliano. Perchè avete voluto fare questo accostamento e non utilizzare soltanto una voce solista?
Alla base c’è il concept, una traccia forte dalla quale non si può fuggire. È sulla base dei testi del prof. Ruggiero che abbiamo concepito la scelta vocale, che è anche un’ulteriore espressione del binomio rock-classica. Avevamo bisogno di esprimere emozioni di diversa tonalità, quali sono le emozioni contrastanti dell’animo del nostro protagonista, il quale vive inconsapevole un sogno. Il sogno fonde razionalità e irrazionalità, distilla e mette insieme gli opposti, per cui che cosa c’è di meglio che rappresentare tutto ciò col contrasto di due voci così distanti?
C’è qualche opera letteraria, filosofica o altro in particolare che vi ha ispirati per scrivere il concept di Heroes Temporis?
No, come abbiamo detto prima, nella nostra opera manca un aggancio letterario. C’è essenzialmente un’idea del prof. Ruggiero, il quale ha attinto dal suo passato, reale e immaginario, e perchè no, anche dall’animo, dalla sensibilità di tutti noi. Ovviamente siamo figli di una cultura e del nostro tempo, per cui si possono trovare nell’opera dei riferimenti ispirativi precisi, soprattutto a livello inconscio: tuttavia il concept è tutto parto della mente del professore.
Come ha spiegato Lorenzo Barbagli nel suo saggio sull’album The Lamb Lies Down On Broadway, tutte le grandi avventure fantastiche e fantasiose dell’uomo, con eroi/antieroi, un viaggio nell’animo più recondito, riflettendo sugli avvenimenti della propria vita in modo metaforico, si rispecchiano negli studi fatti dal ricercatore americano Joseph Campbell… cioè tutti i concept e le avventure raccontate dall’uomo hanno un filo conduttore comune. Heroes Temporis non mi pare faccia eccezione: il sogno, i punti chiave della vita dell’uomo visti con allegorie diverse ecc. Perchè l’uomo ha sempre voglia di addentrarsi in viaggi fantastici o in voli pindarici della mente?
Hai proprio ragione: Heroes Temporis non fa eccezione a questo filo conduttore. Probabilmente nessuna opera rock può sottrarsi a questo riferimento. Questo perchè l’uomo è sempre alla ricerca di se stesso: la sostanza immateriale di cui è fatto è un delicato e complicato groviglio di emozioni, sentimenti, pensieri da svelare continuamente. Si è probabilmente alla ricerca della libertà dal proprio dubbio, dal non senso che paradossalmente ci spinge con più forza verso l’ignoto che è in noi, e quindi di conseguenza all’interno della mente, del sogno.
I Magni Animi Viri hanno intenzione nel prossimo futuro di comporre musica progressive al di fuori dei canoni operistici? State già preparando qualcosa per un prossimo album?
Un musicista pensa sempre al proprio futuro ma noi abbiamo creato un qualcosa di così anomalo che stiamo vivendo totalmente nel presente: sia perchè stiamo assaporando la gioia di questa creatura che ci sta dando tante soddisfazioni, sia perchè stiamo lavorando molto sulla promozione anche all’estero, dunque preferiamo concentrarci e non disperdere energie. Per questo motivo non stiamo progettando nulla per il futuro, anche se nel cassetto abbiamo moltissime idee.
2016…
Ci ritroviamo, dieci anni dopo, con Heroes Temporis World Edition. Quante cose sono cambiate…
Ciao Daniele, effettivamente sono cambiate moltissime cose. È cambiato il mondo, soprattutto dal punto di vista tecnologico, è cambiata la musica e tutto ciò che la circonda (dal mercato ai modi di fruizione), sono cambiate le storie di tanti nostri amici (Randy Coven è scomparso due anni fa, Marco Sfogli l’anno scorso ha sostituito Mussida nella PFM, tu ti sei lanciato con grandi risultati nella narrativa…) e siamo cambiati noi, anche se in questi dieci anni abbiamo sempre pensato a Heroes Temporis.
Non c’è modo migliore di celebrare il decennale che una nuova edizione del vostro album!
Questo è vero, ma in realtà le motivazioni che ci hanno spinto a pubblicare Heroes Temporis World Edition (che era già pronto prima del 2016) non hanno molto a che fare con le celebrazioni. Il primo motivo è legato a un obiettivo benefico che ci siamo posti da un po’ di tempo: da alcuni anni ci siamo interessati al delicato fenomeno dell’autismo e abbiamo pensato di utilizzare la musica come veicolo solidale, ma avrebbe avuto poco senso devolvere i proventi del vecchio disco, che vende tuttora ma in numeri molto ridotti. Il nuovo disco invece ci permetterà di poter devolvere il ricavato delle vendite all’Associazione Heroes Temporis For Autistic Children ONLUS, per la costituzione di un reparto ludico-diagnostico della clinica/centro diagnostico MerClin di Campagna (SA). Il materiale ludico e diagnostico servirà a integrare questo reparto per bambini, nel quale opererà anche un team specializzato in clownterapia.
E il secondo motivo?
Il secondo motivo, meno nobile ma “artisticamente stimolante”, è legato ai buoni responsi del primo disco. In dieci anni non c’è stata una giornata in cui non abbiamo ricevuto un feedback da vecchi fan, un apprezzamento da nuovi ascoltatori, una domanda da giornalisti o blogger incuriositi. Un interesse di tale portata ci ha spinto a riprendere l’opera, immaginando una versione internazionale, cantata in inglese, che potesse supportare a livello mondiale l’operazione di solidarietà che avevamo in mente.
E così sono arrivati Russell Allen e Amanda Somerville…
Eravamo a caccia di due grandi voci internazionali ma pensavamo a qualcosa di diverso dal connubio originario tra voce lirica e canto pop. Il primo che ci è venuto in mente è stato Russell: secondo noi è tra le più belle, appassionate e travolgenti voci del rock internazionale! Anche solo egoisticamente, da amanti di Symphony X, Adrenaline Mob, Star One e Allen-Lande, sarebbe stato fantastico averlo con noi… e così è stato: Russell ha ricantato tutti i pezzi della versione originale, con un pathos, un trasporto e una grinta eccezionali. Pensa che ha cantato tutto live, senza fare copia e incolla, senza ritocchi, con una sincerità tale da far sentire i suoi respiri, le pause e le sporcature della voce. Un grandissimo professionista.
Discorso diverso per Amanda, che conoscevamo per le collaborazioni con After Forever, Edguy, Kamelot, Epica, Avantasia, solo che non avevamo pensato subito a lei, ma poi rimuginando ci è capitato di riascoltare questi gruppi e abbiamo realizzato che avevamo questa splendida voce rock femminile nelle orecchie e non l’abbiamo coinvolta subito… Anche Amanda è stata di grande professionalità, purtroppo lavorare a distanza non ti consente di vedere all’opera questi grandi vocalist, ma il risultato è eccellente.
Curiosa la presenza di Clive Riche…
Curiosa ma decisiva! Che personaggio pazzesco Clive: una voce narrante perfetta che ha portato un tocco di eccentricità da artista nel clima molto serio e concentrato dell’opera. Clive è un grande attore, doppiatore e cantante inglese, trent’anni fa ha fatto persino l’avvocato, ha vissuto in America poi è tornato in Europa e ha deciso di vivere in Italia. Oltre alla sua attività nel cinema, è un abilissimo cantante jazz, siamo molto felici che sia dalla nostra parte.
Cosa accadrà in futuro?
Speriamo di poter vedere quanto prima aperto e funzionante il reparto in clinica. Anche per questo abbiamo tenuto tutto il progetto in completa autoproduzione, avvalendoci della distribuzione internazionale di CdBaby e Alliance Entertainment, che faranno arrivare il disco in più di 15.000 store internazionali. Accanto al ricavato della vendita del disco, segnaliamo anche che è possibile effettuare le donazioni dal sito .
DANIELE CUTALI (Torino 1968) si è occupato di progressive per MovimentiProg e varie riviste musicali, nel 2003 ha partecipato al fortunato saggio Racconti a 33 Giri. Dopo numerosi racconti ben piazzati in concorsi nazionali e pubblicati in varie antologie, debutta come narratore nel 2014: prima con l’antologia di racconti Come Vivere Su Un’Isola Vicino Alla Luna (Giovane Holden Edizioni) poi con il romanzo Il Lato A Sud del Cielo (Libro Aperto International Publishing). È uno dei più attivi autori del magazine Sugarpulp (www.sugarpulp.it) e affila la sua penna sul blog personale Premere il Play e Rimanere in Pausa (http://danielecutali.blogspot.it/)
MAV HEROES TEMPORIS info:
Associazione Heroes Temporis ONLUS
