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Intervista The Erased

Gli Erased da Milano sono un bel mix tra distorsioni heavy e salsa rock, il tutto messo nero su bianco all’interno di “So Far Ep”, qui presentato dal loro membro Roberto.

Ciao ragazzi, come prima cosa partiamo facendo un rapido riassunto di quanto fatto sinora dagli Erased?

Gli Erased esistono ormai da otto anni, sono stati anni soprattutto di composizione e live, dove cercavamo di sopravvivere nonostrante i cambi di line-up causati dagli impegni lavorativi e universitari. Nonostante ciò in questo periodo abbiamo composto circa una ventina di brani. La registrazione vera delle canzoni è arrivata solo di recente, infatti quelle precedenti erano prevalentemente lavori da “sottoscala” per vedere come avrebbero reso i brani su disco.

Diciamo che il primo vero lavoro degli Erased è appunto quest’ultimo distribuito da This Is Core. La cosa che in molti hanno notato è la scelta di presentarvi con soli tre brani e una intro. Nessuno meglio di voi può spiegare questa particolare scelta, quindi a voi la parola! L’idea iniziale era quella di registrare un album intero, contenente le migliori canzoni della scaletta, ma nello stesso tempo eravamo anche alla ricerca di uno studio che fosse in grado di renderle al meglio. Purtroppo il risultato è stato quello di aver trovato lo studio parzialmente adatto alle nostre esigenze e a  causa della mancanza di tempo e denaro l’idea di terminare il lavoro è rimasta ancora in cantiere. Infatti questo sarà il nostro prossimo passo: registrare un album completo nello studio consigliatoci dalla nostra nuova etichetta.

Nella mia recensione ho evidenziato il fatto che nell’EP si intravedono buone cose soprattutto sul profilo più heavy. Siete d’accordo con questa mia considerazione?! Come sono nati i brani dell’EP?

Sì, sono d’accordo con le considerazioni sul “metallo pesante”, perché alla fine ci siamo formati tutti da quel genere, quindi diciamo che ci viene più naturale. Le parti rock che convincono poco sono frutto di una sperimentazione avvenuta qualche anno fa durante la registrazione dell’EP, infatti non avremmo mai pensato di essere notati dalla This Is Core per questo lavoro, altrimenti la scelta dei brani sarebbe stata sicuramente più incanalata in un genere specifico. Però le canzoni che sentite in questo EP erano quelle che due anni fa ci contraddistinguevano nel panorama musicale delle nostre zone. Gli Erased di luglio 2015 non sono gli stessi di qualche anno fa, ve ne accorgerete nei prossimi lavori.

Il fatto di avere a che fare con pochi brani sembra quasi che abbiate voluto “sondare” il terreno per capire che strada percorrere in futuro. Può essere una valida considerazione?

Direi che il motivo fondamentale è un altro: credo che nessuna band parta con l’idea di diventare un insieme di  musicisti di professione, tantomeno pianifichi ogni mossa da fare (specialmente quando la musica viene vissuta come una passione o come un hobby, soprattutto quando si hanno 22 anni), quindi direi che la scelta di soli tre brani non è stata fatta con l’intento di sondare il territorio, ma dalla nostra disponibilità economica e di tempo del momento. Diciamo che, in quel periodo, la nostra idea principale non era quella di registrare l’EP della storia, ma di trovare uno studio dove appoggiarci per poi eseguire una registrazione completa. Nonostante questo, siamo fieri di essere stati notati per un lavoro che ci rappresenta allo stadio “embrionale”.

Il rock è forse l’anello debole del progetto, pensate di continuare anche in questa direzione in futuro o come dicevamo qui sopra è stata solamente una sorta di sperimentazione?

Dato che la maggior parte dei brani è stata composta da me, posso dire che ho sempre trovato interessanti le band che riescono a mischiare generi e suoni che vanno dal metal più pesante a toni estremamente vellutati e morbidi (in particolare sono un fan degli Opeth e degli In Flames, che hanno sicuramente influenzato il mio modo di comporre). Quando si è giovani si cerca di inserire nelle canzoni tutto quello che piace senza pensare alle conseguenze. Inoltre nelle nostre zone vedevamo che questo tipo di commistioni intrigava i nostri ascoltatori che si ricordavano di noi. Adesso che dal punto di vista musicale e caratteriale ci possiamo definire più maturi, sicuramente per il futuro opteremo per delle scelte diverse, visti i riscontri.

Parliamo dei testi, di cosa avete parlato all’interno dell’EP?

Mi piace indagare nel dettaglio il rapporto tra le persone, le sensazioni che si provano. Mi piace mettere al microscopio e ingigantire quegli eventi di vita quotidiana a cui nessuno fa caso. Spesso nei testi lascio trasparire riferimenti espliciti alle persone realmente incontrate che mi hanno segnato, mentre altre volte cerco di parlare del senso della vita e della morte (dato che sono un medico ed è ciò che vivo ogni giorno) però nascondendomi dietro le parole, in modo che chiunque possa immedesimarsi in quello che dico. L’intro dell’EP è un esempio esplicito di quanto ho appena detto.

Il concept grafico è incisivo. Chi si è occupato delle grafiche e come si relazionano a vostro avviso con l’aspetto sonoro?

Essendo un disegnatore mi sono occupato personalmente delle grafiche. Il primo lavoro uscito si chiamava “So far EP” e conteneva l’intro con soli due brani; l’espressione “so far” l’ho intesa come lontananza dalla superficie e il perdersi nell’abisso delle relazioni e dei sentimenti che ci legano al prossimo. La prima copertina era inveritita: in primo piano c’era la persona che annegava, mentre in lontananza si intravedeva lo squalo. Con l’ampliamento del nuovo brano, le tematiche sono rimaste le stesse, ma ho pensato di ridisegnare la vicenda dal punto di vista dello squalo che rappresenta la pericolosità dell’abisso e l’incertezza di quello che ci potrebbe capitare.

Parliamo di live, come stanno andando le cose? Avete in programma show?

Sì, ne abbiamo fatti parecchi prima dell’uscita del videoclip, dato che era il modo più efficace di diffondere la notizia visto che Facebook è talmente saturo di informazioni che spesso le cose importanti passano in secondo piano. Come anticipato, stiamo lavorando al nuovo disco, quindi preferiamo concentrarci sulle registrazioni e nel frattempo tenere sotto controllo il livello di gradimento, per progettare i nostri prossimi passi. I live sicuramente arriveranno… Presto, ma non prestissimo.

A voi la chiusura!

Grazie per tutte le visualizzazioni che ci state regalando. Grazie a This Is Core per tutte le opportunità che ci sta offrendo. Un saluto a tutti quelli che ci hanno sostenuto in questi anni e a quelli nuovi che inizieranno a seguirci.

A cura di Golem

Immagine che rappresenta l'autore: Alessandra Sandroni

Autore:

Alessandra Sandroni