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LOSTATOBRADO – Locomotiv (Bologna), 24.01.2026

All’ingresso del Locomotiv, storico locale di Bologna, vengo accolto da un drone lisergico costruito su campionamenti di arie d’opera di Händel e Bellini, mentre sullo schermo scorrono le immagini della soggettiva di un furgone che viaggia lungo una stretta strada di montagna, dove lo sguardo si perde su un paesaggio montanaro ricoperto di neve.

Una suggestione cinematografica, tra Lynch e Kubrick, passando per Von Trier: così LOSTATOBRADO, formazione bolognese non a caso composta da professionisti del suono nel cinema, accoglie il proprio pubblico al release party dell’album Ahimé, da noi già molto apprezzato.

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All’ingresso del trio sul palco è un urlo imperante e battagliero del cantante Alessio Vanni a dare il là al concerto. Si inizia con “Tane”, primo singolo e traccia d’apertura dell’album: un brano oscuro e violento che prepara efficacemente il pubblico al lato più aggressivo e drammatico della band, tra percussioni ossessive e sintetizzatori graffianti, mentre la voce potente di Alessio tesse un immaginario poetico fatto di immagini rurali e operaie, ma anche di moniti e imperativi.

Si prosegue con “Bancali”, brano d’apertura del primo EP Canzoni contro la ragione, in cui il chitarrista Lorenzo Valdesalici sfodera l’archetto che, da questo momento in poi, caratterizzerà il suo particolare playing, unito alla chitarra baritona.

Al termine del brano Alessio dà il benvenuto nell’oscuro mondo della “musica elettroacustica post-agricola”, definizione coniata dalla band per denominare il proprio suono sin dal primo album. La scaletta prosegue con “Chiome”, brano più lento e terza traccia del nuovo disco, dove il chitarrista utilizza una bacchetta da batteria sulle corde. L’archetto torna protagonista in “Auguri”, secondo brano dell’album, caratterizzato da un’atmosfera sospesa tra filastrocca, canto popolare e rock alternativo di scuola Radiohead e CSI (con Massimo Zamboni presente in sala).

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Segue “Biada”, estratto dall’omonimo split single del 2025, prima di tornare al primo album con l’aggressiva “Inutile”, monito contro l’immobilismo e l’ignavia dell’era contemporanea, introdotto da un breve loop vocale di Valdansechi, reminiscente delle colonne sonore di Jóhann Jóhannsson.

Il tastierista e sound designer Lorenzo Marra viene quindi lasciato solo sul palco dai suoi commilitoni, libero di lanciarsi in un assolo di sintetizzatori e campionatori, tessendo un arazzo ipnotico di suoni e rumori. I due compagni di viaggio tornano poi sul palco per “Pergole”, sorretta da un cupo arpeggio di chitarra, prima di eseguire “Capre”, potente litania moderna e uno dei brani più riusciti della band, tratto dal primo album e accolto con entusiasmo dal pubblico, che lo canta insieme al trio in un intenso momento corale.

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A questo punto Alessio spezza per un attimo il velo di misticismo che lo caratterizza, raccontando di come, durante un recente viaggio in India, abbia “trovato Dio ma perso la voce”. Un’affermazione in netto contrasto con la sua brillante performance vocale, sospesa tra salmodia e urlo, e con linee spesso particolarmente impegnative.

Seguono i ringraziamenti al Locomotiv — etichetta della band oltre che venue del concerto — e a tutto lo staff che ha curato la produzione dell’album, con una frecciatina al mondo della discografia, prima di proseguire con la title track “Ahimé”, mentre sullo sfondo scorre il titolo in caratteri sempre diversi, a un ritmo via via più incalzante.

Tra il clamore del pubblico la band lascia brevemente il palco, per poi tornare con un encore di tre brani: “Asini!”, energico e ritmato, che spinge il pubblico alla danza; “Cusna”, potente e meditativo, che Alessio dedica alla moglie e a tutte le donne da lui definite “meravigliose”; e “In uno stato brado”, brano-simbolo del trio bolognese, a suggellare definitivamente lo spettacolo appena concluso.

Un concerto impeccabile per atmosfera, performance, resa sonora e risposta del pubblico, che pone LOSTATOBRADO in una posizione di autorevolezza tra i nuovi protagonisti del difficile e variegato panorama della musica indipendente italiana.

Immagine che rappresenta l'autore: Marco Andreotti

Autore:

Marco Andreotti