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Living Dead Lights - Black letters

Tracklist:

01. I’ll be your Frankenstein
02. It’s drowning in my veins
03. This is our evolution
04. Everybody
05. Vacant
06. Follow
07. I’m dead to myself
08. Amerikan eyes
09. Johnny
10. Hey stranger!
11. Falling down
12. Ghosts & saints

Doug Goldstein, manager dei Guns ‘n’ Ross, ci riprova con questi Living Dead Lights, gruppo di street rock zozzo quanto basta ma con una produzione veramente efficace (dietro le quinte lo stesso produttore di Avenged Sevenfold, fra gli altri)

La prima traccia è al fulmicotone, urlata e non può che far sperare per il resto dell’album e infatti già “It’s drowning in my veins” comincia a mettere le nostre orecchie sull’attenti, complice la voce di Taka Tamada che, insieme a Alan Damien che si occupa anche delle chitarre (quest’ultimo pure delle tastiere), Martin Kelly al basso e Nick Battani alla batteria formano i Living Dead Lights. Un po’ leccatina, giusto per essere un hit radiofonico, “This is our evolution”, alla quale preferiamo la successiva e corroborante “Everybody”, che mi ha ricordato gli Hardcore Superstar. Si attesta ancora su tempi abbastanza blandi “Vacant” per tornare a farci saltare sulla sedia con “Follow”, bel pezzone  tirato, e il rock blues di “I’m dead to myself”.
“Amerikane yes” mi ha ricordato un po’ i Sixx AM, per l’uso della voce e dell’accompagnamento mentre “Johnny” è un bel pezzo rock che mi rimanda di nuovo agli svedesi già citati prima; “Hey stranger!”, quasi punkeggiante, precede le due tracce finali che sono rispettivamente la cangiante “Falling down” e la finale ballata per chitarra acustica e voce “Ghosts & saints”.

Devo dire che alla fine il CD non è male ma mi suona un po’ troppo, come ho già detto, “leccato” e mi riservo la prova live per la valutazione tout-court. I pezzi ci sono, la attitude sembra di sì: la carica live potenzialmente c’è. VI aspettiamo sui nostri palchi, guys

Recensore: Meskio

Immagine che rappresenta l'autore: staff

Autore:

staff

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