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Live Report Lynyrd Skynyrd

Live report Lynyrd Skynyrd
13/06/2012 @ Vigevano

Splendida cornice, quella del Castello Sforzesco di Vigevano, per accogliere una serata all’insegna del rock sudista rappresentata da mostri sacri quali Molly Hatchet e Lynyrd Skynyrd un applauso agli organizzatori di quest’area (venue per il festival “Dieci giorni suonati”) che fra stand gastronomici, musicali e di apprezzatissima birra artigianale e del companatico fornito dalle zanzare (ma, ahimè, non dipende da nessuno e vedere bombolette di repellente per i fastidiosi insetti in vendita mette già in allerta) si rivela sfondo pittoresco e suggestivo per l’evento di questa sera.
Aprono la serata gli italiani Betta Blues Society, con una mezz’oretta scarsa di canzoni piacevoli, in uno stile blues classico con tanto di contrabbasso e impreziosito dalla voce della bravissima Elisabetta. Auguriamo tutto il bene possibile a questo gruppo che ci ha allietato l’inizio serata!

Si allestisce il palco per l’entrata dei grandi Molly Hatchet: grandi in tutti i sensi, sia per caratura musicale che per stazza fisica! Questi “vecchietti”, passatemi il termine, di certo non si risparmiano sul palco e, nonostante una certa staticità fisica dovuta ai derivati di cereali consumati in passato e nel presente, le sigarette e le ali di pollo scamionate giù per la gola, regalano uno show superlativo, fra i loro classici sempiterni quali la stupenda “Fall of the peacemakers”, “Whiskey man” (apertura perfetta), la più recente “Been to heaven – been to hell”, la cover degli Allman Brothers “Dreams I’ll never see” e la conclusiva “Flirtin’ with disaster”. Che dire? Uno show di quelli che riconciliano con la musica semplice e fatta col cuore, il sudore e gli attributi. Unica pecca: la pioggia ha cominciato a scendere facendo riparare le persone dove possibile, all’interno degli stand, sotto gli spioventi del Castello e ovunque non entrasse acqua nella birra (principale preoccupazione di ogni persona presente al concerto).

Ecco entrare in scena il gruppo più sfortunato della storia (leggetevi la loro biografia e siate pronti per la “tristezza a palate”): Lynyrd Skynyrd.
Partiamo subito dicendo che il genere che suonano è tipicamente americano, specie per quanto riguarda i testi, ma anche qui nel nostro Paese ci sono un sacco di persone dedite al suono sudista: è dimostrato dalla gente che, incurante della pioggia e del vento sotto al palco, sente l’attacco di “NCA”, prima canzone della setlist, e rimarrà inchiodata ad ascoltare e cantare col gruppo nell’ora e mezza seguente. I pezzi proposti sono pescati logicamente dai classici della band, con qualche sorpresa quale “Skynyrd Nation”, presa dall’ultimo eccellente CD “God & Guns”; Rossington, Medlocke e Matejka sono un team incredibile per quanto riguarda le chitarre, fra assoli rilanciati fra di loro, pose plastiche e perfezione sonora (un applauso anche a chi sta dietro al mixer). Johnny Van Zant sa cantare e intrattenere il pubblico, la Skynyrd Nation che sventola la stessa bandiera sudista che sarà attaccata all’asta del microfono per buona parte del concerto.
Il nuovo arrivo al basso, Johnny Colt, è stilosissimo e la sua provenienza (Black Crowes) è sintomo di persona che vive il rock blues da quando è nata; Michael Cartellone alla batteria non si risparmia e Peter Key alle tastiere sa regalare emozioni, specie sui grandi classici della band quali i due ultra classici posti in chiusura, che corrispondono al nome di “Sweet Home Alabama” e la sempre emozionante (e richiesta a gran voce dal pubblico su richiesta di Johnny, come da tradizione) “Freebird”, vero inno dedicato al fratello scomparso.
Un bello show, con una miriade di persone sul palco (da ricordare la presenza anche di due coriste “d’esperienza”), che fra “Simple man”, con il suo inconfondibile riff iniziale, “Tuesday’s gone” e “Breeze” fra gli altri pezzi riesce a far sì che Giove Pluvio smetta di lanciare i suoi strali sul pubblico di Vigevano.
Uno show bellissimo, genuino, di quelli, come già detto, che rimette in pace con la nostra amata Musica, con le radici di un sacco di generi derivativi che nascono e muoiono in poco tempo. Loro, questi americani sudisti, sono ancora qui dopo tanti anni e speriamo lo siano ancora (nuovo album in uscita ad agosto) per regalarci un’altra esperienza unica come il concerto di stasera.

Molly Hatchet Setlist:
01. Whiskey Man
02. Bounty Hunter
03. Gator Country
04. American Pride
05. Fall Of The Peacemakers
06. Justice
07. Drum Solo
08. Beatin’ The Odds
09. Been To Heaven Been To Hell
10. The Creeper
11. Jukin’ City
12. Dreams I’ll Never See
13. Flirtin’ With Disaster

Lynyrd Skynyrd Setlist:
01. NCA
02. I ain’t the one
03. Skynyrd Nation
04. What’s your name
05. Down South Juckin’
06. That Smell
07. I know a little
08. Saturday Night
09. Simple Man
10. Bullets Whiskey
11. Rock n’ Roller
12. Needle and Spoon
13. Tuesdays Gone
14. Gimme three Steps
15. Breeze
16. Sweet Home Alabama
17. Freebird

Autore:

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