“Come voi” è il primo estratto del nuovo album di 1989 –   Bari In Jazz 2024, XXI Edizione –   Spaesaggi Festival 2024, II Edizione –   “Un uomo qualunque”, il nuovo singolo di Giovane Giovane –   Mumo Festival – II edizione –   HOLY SHiRE, fuori il nuovo album “Invincible” –   Manca pochissimo al LARS ROCK FEST 2024 –   Post Malone, pubblicato il nuovo singolo “Pour Me A Drink” feat. Blake Shelton –   “Come voi” è il primo estratto del nuovo album di 1989 –   Bari In Jazz 2024, XXI Edizione –   Spaesaggi Festival 2024, II Edizione –   “Un uomo qualunque”, il nuovo singolo di Giovane Giovane –   Mumo Festival – II edizione –   HOLY SHiRE, fuori il nuovo album “Invincible” –   Manca pochissimo al LARS ROCK FEST 2024 –   Post Malone, pubblicato il nuovo singolo “Pour Me A Drink” feat. Blake Shelton –  

L’albero del veleno – Le radici del male

Tracklist:
01. Dove danzano le streghe
02. …e resta il respiro
03. Presenze dal passato
04. Un altro giorno di terrore
05. Due anime nella notte
06. Al di là del sogno… l’incubo riaffora
E’ con estremo piacere che recensisco l’album di debutto de L’albero del veleno, progressive band italiana dedita a un genere che da parecchio non avevo occasione di ascoltare: “ideale” soundtrack strumentale per thriller/horror anni 70/80. Se come prima cosa avete pensato ai Goblin, siete sulla strada giusta, anche se i nostri sono chiaramente influenzati anche da altre realtà che girano intorno alla scena progressive, i Germinale vengono facilmente in mente dal titolo della seconda traccia.
L’apertura rock con Dove danzano le streghe fa ben capire gli intenti dei nostri, iniziando con una nota aggressiva che ben predispone all’ascolto, anche se i nostri se la cavano egregiamente anche con le melodie carezzevoli come dimostrato in Presenze dal passato. L’andamento nervoso di Due anime nella notte unisce un attacco di basso degno della band di Simonetti con gustosi inserimenti di violino e un’anima nera. I sei hanno ben studiato la lezione, vi basterà ascoltare gli inquietanti inserimenti di sintetizzatore e flauto a opera di Nadin Petricelli e Marco Brenzini in E resta il respiro; il pezzo, poi, va a capitombolare in una parte melodica centrale che ricorda non poco i lavori del grande Fabio Frizzi (Zombi 2, The Beyond). E a proposito di quest’ultimo, l’album si chiude con una medley che omaggia proprio il compositore bolognese. Personalmente, non ho potuto che apprezzarlo come il miglior momento dell’intero lavoro, ma allo stesso tempo ci conforta che anche i pezzi originali del gruppo siano di ottima qualità.
Insomma, Le radici del male è gustosissimo pane per i denti di chi non ha avuto abbastanza dei Goblin/Daemonia, di Simonetti e per chi si ciba quotidianamente di Deodato, Fulci e Mattei (dai, esageriamo).

Recensore: Damiano Gerli

Autore:

staff