C’è chi fa musica per raccontare equilibri impossibili, e Ibisco lo fa da sempre con una precisione quasi dolorosa. Il nuovo doppio singolo “Tuona / Restituire”, fuori per Panico Dischi / Sony Music Publishing, è il primo capitolo del nuovo album in arrivo in autunno — disponibile su orcd.co/ibisco-tuonarestituire.
Due canzoni, due anime. “Tuona” nasce da una ricerca estetica che fonde la coldwave nordeuropea con una passionalità più latina; un brano scuro che parla degli archivi digitali come nuovo distretto della memoria, dove diventa sempre più difficile lasciar andare qualcuno. “Restituire” al contrario ne è il rovescio — piano, voce e un’elettronica scarna per un pezzo di rinascita che si mostra fragile, nudo, senza filtri, con il falsetto a renderne ancora più intensa la resa emotiva. “Un brano da dedicare a qualcuno alle 5 del mattino”, lo descrive l’artista stesso.
Con questo ritorno, l’artista bolognese si confirma una delle penne più intense del panorama indipendente italiano, capace di far collidere mondi sonori distanti in un linguaggio che resta unicamente suo.

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