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Galapaghost - I Never Arrived

Galapaghost, al secolo Casey Chandler, parte da un’autoproduzione a un tour di supporto per John Grant, da un debutto per l’etichetta italiana Lady Lovely (‘Runnin’, 2012) per arrivare all’attuale terzo disco ‘I Never Arrived’ che ritorna nell’autoproduzione. Il cerco si chiude, il numero tre sembra essere perfetto ma vediamo di approfondire un poco di più.

Anche questa volta, come per gli altri due dischi, la registrazione avviene con l’aiuto dell’amico Federico Putilli (Nadar Solo) mentre alla batteria troviamo Alessio Sanfilippo. Galapaghost affonda da sempre le mani nel mondo della forma canzone, dove l’autoproduzione e il folk si incontrano e grazie alle emozioni, alla sua bella voce e all’uso della melodia si è tenuto in piedi in un così vasto spazio.
‘Mazes In The Sky’ inizia piano, delicatamente, con quel falsetto oramai tipico di tanti artisti del genere; ‘Salt Lake City’ punta tutto sul sentimento e sul testo: “But who do I gotta be, And how do I gotta speak, And how do I gotta eat, And how do I gotta breathe, To make you love me.” Probabilmente, come dicevo e’ l’emozione che vuole accaparrarsi più ascoltatori possibili, perché I Never Arrived mi fa pensare a tantissimi gruppi, noioso sarebbe elencarli tutti, ma non mi dice assolutamente chi è Casey Chandler.

Canzone dopo canzone, che si tratti indie-tronica-folk poco importa perché non vi è in aggiunta una personalità forte o decisa che possa far emergere Galapaghost tra tanti big del genere, anche se l’ascolto rimane comunque piacevole.

01. Mazes in the Sky
02. Science of Lovers
03. Salt Lake City
04. Mister Mediocrity
05. I Never Arrived
06. Vitamin D
07. The Greatest Roommate
08. The Secrets Our Body Keeps
09. Somewhere
10. Bloom
11. Goodbye (My Visa Arrived)
12. Our Place

Recensione a cura di: Andrea 'Hank' Facchinetti

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff

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