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Lars Rock Fest: in arrivo una nuova edizione

Con gli ultimi annunci il Lars Rock Fest definisce definitivamente il profilo della sua edizione 2026, confermando una direzione artistica sempre più orientata verso le zone più vitali e irrequiete della musica indipendente contemporanea.

Dal 10 al 12 luglio il festival toscano tornerà ai Giardini Pubblici di Chiusi mantenendo intatta la propria formula: ingresso gratuito, programmazione internazionale e attenzione costante verso artisti capaci di muoversi fuori dai percorsi più canonici del rock alternativo.

Il venerdì sarà dominato dall’art-rock mutante dei Deerhoof, ma tra i nomi più interessanti della giornata spiccano soprattutto i Plantoid, formazione britannica che negli ultimi tempi ha attirato attenzione grazie a una scrittura che incrocia math-rock, shoegaze e progressive psichedelico. In apertura gli Acanto, band toscana sospesa tra riverberi shoegaze e indie anni Novanta.

Sabato il festival entrerà invece in territori più oscuri e post-punk. Gli Heartworms — già indicati da parte della stampa inglese come uno dei progetti più promettenti della nuova scena UK — porteranno il loro live costruito su tensione, controllo e teatralità. Accanto a loro gli irlandesi Skinner, progetto che recupera lo spirito sporco e nervoso della no-wave americana filtrandolo attraverso sax abrasivi e attitudine DIY.

La domenica finale unirà mondi molto diversi tra loro: da una parte Geordie Greep, ex Black Midi, impegnato a espandere ulteriormente il proprio linguaggio tra progressive, jazz e sperimentazione; dall’altra i Quercia, nome ormai storico dell’emocore italiano, e i Ta Ga Da, supergruppo capace di trasformare riferimenti dance-punk e brit-rock primi Duemila in qualcosa di volutamente caotico e autoironico.

Nato nel 2012 grazie all’attività del GEC – Gruppo Effetti Collaterali, il Lars Rock Fest continua così a occupare uno spazio particolare nella rete dei festival italiani: quello di un evento che riesce ancora a coniugare accessibilità, ricerca e identità curatoriale senza perdere la propria dimensione indipendente.

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci