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Prima Stanza a Destra - Locomotiv (Bologna), 22.03.2026

Oltre la porta della stanza

È un'atmosfera molto intima quella che si respira al Locomotiv la sera del 22 marzo. Il locale si riempie lentamente: giovani e giovanissimi, coppie e persone solitarie affollano gradualmente la sala. Sul palco due tastiere, due microfoni, un PC e un set minimale di luci.

Prima Stanza a Destra è probabilmente una camera da letto, quella dei cosiddetti bedroom producers a cui appartiene il giovane cantautore anonimo, giunto al suo secondo EP "La ragazza che suonava il piano", uscito per Sugar il 6 marzo di quest'anno. Il suo live set, prevalentemente buio e privo di scenografia — a eccezione del fantastico disegno luci di Bianca Peruzzi — sembra voler richiamare proprio quella stanzetta dove il ragazzo canta e scrive le sue canzoni.

Sale timidamente sul palco con il volto coperto, in controluce e immerso nel fumo, ma senza manierismi o pose: solo un ragazzo riservato che condivide le sue canzoni con un pubblico affettuoso. Si dice molto emozionato per questa seconda data del tour e apre il set con l'ultimo successo "Tu non vuoi nessuno". Le canzoni di Prima Stanza a Destra parlano di un sentimento doloroso e totalizzante, cantate con dolcezza e un falsetto delicato; questa delicatezza viene replicata dai giovani fan, che le intonano sommessamente, quasi per non disturbare. Tutti i presenti diventano parte di questo sentimento di amore distruttivo e penetrante, vissuto soprattutto dai più giovani in un'epoca di incertezze che permea persino i rapporti umani e i sentimenti, dove l'esposizione del cuore può portare alla sua distruzione. Ed è proprio contro questa esposizione che sembra ruotare il concerto, in cui il buio resta dominante insieme al fumo e ai fari che illuminano la silhouette del cantante lasciandolo in ombra. Va detto inoltre che Prima Stanza a Destra suona poco gli strumenti, che sembrano costituire più un fortino dietro cui ripararsi che un vero rig musicale: preferisce affidarsi alle basi elettroniche a sostegno della sua voce, restando seduto, al sicuro.

A metà set il cantautore si rivolge timidamente al pubblico, ringraziando chi è presente per essere lì, come degli amici venuti a cantare con lui, prima di proseguire con altri brani tratti dall'ultimo EP e dal precedente "Amanda". A chiusura del set, il giovane cantautore sorprende il pubblico con una cover intima di "In the Air Tonight" di Phil Collins, esplicitando ulteriormente la passione per le sonorità anni Ottanta ben radicate nella sua produzione.

Come è salito, così scende dal palco. Un timido saluto al suo pubblico, un inchino e, a piccoli passi, esce di scena — con la stessa delicatezza con cui canta la complessità dei sentimenti.

 

Immagine che rappresenta l'autore: Marco Andreotti

Autore:

Marco Andreotti