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Parkway Drive – Viva the Underdog

L’impossibilità di assistere ai concerti live si fa sentire sempre più forte e spietata in questi giorni di isolamento pandemico in cui siamo stati costretti a ripensare il nostro modo di approcciarci con il contesto socio-culturale che ci circonda, ivi compreso l’universo musicale. Ci chiediamo quando sarà possibile assistere di nuovo ad un concerto o a un festival, e mentre si fanno illazioni di ogni genere sulla futura fruizione dell’aspetto performativo in campo musicale, molti artisti ci stanno regalando video inediti delle loro esibizioni passate. Tra questi, ci sono anche i Parkway Drive, che avevano fatto uscire il loro terzo documentario nelle sale australiane a inizio gennaio e che, per l’occasione delicata in cui ci troviamo, hanno deciso di proiettarlo gratuitamente in streaming lo scorso 4 aprile sul loro sito. Viva the Underdog è il titolo del documentario che, oltre a scene prese dalla vita privata e familiare della band, è principalmente incentrato sulla loro performance come headliner lo scorso anno durante uno dei festival più importanti in ambito metalcore che si tiene Germania, il Wacken Open Air. Come dire “alla faccia degli underdog” (‘underdog’ in inglese significa ‘perdente’, ndr)!

Avevano già deciso di pubblicare in forma di disco la colonna sonora con la scaletta dello spettacolo, ma mai si sarebbero aspettati che l’uscita di questo live album potesse essere, in un momento del genere, quasi un toccasana per alleviare i nostri spiriti nostalgici. La set-list risulta essere ben arrangiata, con un particolare riferimento agli ultimi due album, Reverence(“Prey”,“The Void”“Absolute Power” e “Chronos)e Ire(“Dedicated”“Crushed”e“Bottom Feeder”) ma non mancano anche capitoli tratti dalle loro prime prove discografiche(“Carrion”“Karma”“Idols And Anchors” e “Wild Eyes”). La resa dei pezzi dal vivo sembra trovare con maggiore incisività la propria dimensione attraverso un’esecuzione incendiaria in grado di miscelare assieme energia e  rabbia, impatto sonoro e forza antemica, con la potenza vocale di Winston che non cede mai di una virgola.

Lascia un po’ perplessi la scelta di inserire come coda la versione in tedesco di “Vice Grip”, “The Void” e Shadow Box” (quest’ultima vede anche un feat con il rapper tedesco Casper). Che sia stato un tributo alla terra che ha celebrato un gruppo di scappati di casa facendone degli headlined di un festival internazionale? Probabile, ma nell’organizzazione generale della tracklist magari ci si sarebbe aspettati altro. Anche se, ovviamente, non peccano n nessun modo dal punto di vista della resa. E infine ci sentiamo di dire un bel ‘grazie’ per questo regalo. Soprattutto ora. Sperando dunque di poterli vedere presto incendiare di nuovo il palco come hanno fatto solo pochi mesi fa in effetti a Wacken, mettiamo in riproduzione il disco e ci immaginiamo di vederli come se fossimo davvero lì sottopalco.

 

Tracklist:

  1. Prey (Live at Wacken)
  2. Carrion (Live at Wacken)
  3. Karma (Live at Wacken)
  4. The Void (Live at Wacken)
  5. Idols (Live at Wacken)
  6. Dedicated (Live at Wacken)
  7. Absolute Power (Live at Wacken)
  8. Wild Eyes (Live at Wacken)
  9. Chronos (Live at Wacken)
  10. Crushed (Live at Wacken)
  11. Bottom Feeder (Live at Wacken)
  12. Würgegriff (Vice Grip)
  13. Die Leere (The Void)
  14. Schattenboxen (Shadow Boxing)

 

A cura di: Francesca Mastracci

Immagine che rappresenta l'autore: Tatiana Granata

Autore:

Tatiana Granata