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Elephant Brain - Niente di speciale

“Quando tutto questo finirà” è così che inizia la prima traccia del nuovo disco degli Elephant Brain!
Parole che in questi giorni di forzata quarantena da Covid19, risuonano come una strana profezia, ma soprattutto come un augurio di buon auspicio!
L’intero testo della canzone sembra parlare di questo triste periodo che stiamo vivendo: “…lasciarmi tutto alle spalle, guardare un film soltanto per farlo…” e poi ancora “Quanto tutto questo finirà sarà una nazione da ricostruire, una città messa in ginocchio dalla fame…”.
Adesso, fame a parte perché da quello che vedo sui social, la gente non sta facendo altro che cucinare e rimpinzarsi di ogni ben di Dio, il pezzo d’apertura del primo disco della band umbra (Corciano), sembra davvero darci la forza per affrontare e superare questo brutto momento!
Una forza che ci da non solo a parole, ma anche nei fatti grazie ad un morbido crescendo chitarristico che ti sa ben trascinare con se per tutto il pezzo!
La periferia perugina sembra aver piacevolmente ispirato i 5 Elephant Brain che nello specifico e per dovere di cronaca sono Vincenzo Garofalo (voce/chitarra), Andrea Mancini (chitarra), Emilio Balducci (chitarra), Roberto Duca (basso) e Giacomo Ricci (batteria).
Il disco è una mezzàora di denso fast punk fatto di chitarre e basso/batteria tirati giù a rotta di collo!
Le canzoni scorrono una dietro l’altra rincorrendosi velocemente.
Rabbia, distorsioni e testi gridati caratterizzano molto bene le 9 tracce di questo disco.
L’ascolto è piacevole,...ops, quando inizio a usare termini tipo piacevole, carino, scorrevole, non è un buon segno! E’ il preludio a qualcosa di meno carino che mi accingerò a dire!
Il nuovo degli EB è un disco che si beve in un sorso. Tutto ben fatto!
La confezione, frutto di una produzione di alto livello, è perfetta. Non c’è un cazzo da dire!...Ops, scusate la parolaccia, ma di questi tempi (ripeto,...CORONAVIRUS) siamo tutti un po’ con i nervi a fior di pelle e il controllo ogni tanto viene meno! Aperta parentesi,...magari fra qualche anno la gente non capirà e non si ricorderà neanche, ma datemi retta, non poter uscire per giorni e giorni non aiuta l’autocontrollo!...Chiusa parentesi! Torniamo alla recensione!
Nelle note di presentazione dell’album si dice testualmente ìUn disco volutamente lontano dall’attuale scena musicale italiana.
Adesso, se per scena musicale si intendono le balere dove il ballo liscio imperversa senza soluzione di continuità fin dagli anni 50 ad oggi, allora si, questo disco ne è molto lontano!
Se per scena musicale si intende l’italica musica leggera e melodica che pervade i palinsesti dei grandi network, allora si, questo disco ne è molto lontano. Intendiamo la trap? Ok ne è lontano anni luce! Vero! Ma se per scena musicale italiana si considera questo stanco indie rock alternativo che di indie e di alternativo non ha proprio un cazzo (...Ops...e sono due,...chiedo ancor più umilmente scusa!), allora perdonatemi, ma questo disco suona e risuona come tanti altri ascoltati in questi anni.
Permettetemelo, è un buon lavoro, ma non suona certamente in maniera diversa da altre cose! Il nuovo degli Elephant Brain è esattamente come il proprio titolo, niente di speciale.

 

Tracklist:
1. Quando finirà
2. Weekend
3. Scappare sempre
4. Soffocare
5. Agata
6. Ci ucciderà
7. Restiamo quando ve ne andate
8. L’unica cosa che davvero per me
9. Niente di speciale

 

A cura di: Ondalternativa

 

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci

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