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Lilyum – October’s call

Dopo un anno di pausa produttiva, e giunti al loro sesto full-length album, ecco che i piemontesi Lilyum (attivi dal 2002) tornano violentemente sulla scena del black metal con una new entry tutta da scoprire, firmata nuovamente Naked Lunch Records e con una tiratura di solo 500 copie.

Ancora una volta il master producer Kosmos Reversum stupisce per la versatilità e innata bravura di un vero polistrumentista. La lunghezza di ciascuna delle 5 tracce potrebbe sconfortare l’attento e meticoloso metallaro che si accinge all’acquisto del CD, ma una volta che la musica invade le membra, ogni singolo dubbio viene automaticamente spazzato via dalla furia grezza e ruvida del buon metal made in Italy.

Prendendo spunto dal precedente album “Glorification of Death”, October’s call presenta sempre i classici riff che contraddistinguono la band, capaci di donare quel senso melodico ed evocativo ad ogni singola traccia, ma che allo stesso tempo non le rendono ripetitive e prive di anima per l’avveduto ascoltatore.

Una tetra introduzione strumentale apre le porte al primo pezzo intitolato “Mother of Flies”, che lascia subito trapelare la voglia di progredire verso nuovi orizzonti, dando più spazio al melodico e mettendo da parte il trash atavico. Sonorità che vanno dal melodic all’incalzante distorsione, intervallati da una tellurica doppia cassa e dei loop di chitarra che contribuiscono a rendere il brano diverso dal solito distorto sound. Con questa nuova uscita, pare che Kosmos voglia dimostrarci come si sia concentrato su brani di maggiore atmosfera, per quanto la stessa non esuli dai consueti dettami di malvagità.

“Justice palace” e “In too blue” lasciano poi spazio a “Nothing” un pezzo che richiama ancora una volta i riff scarni e regolari del trash, ma sempre mantenendo quella scia di novità nella quale i Lilyum si trovano a navigare quest’anno, andando a chiudere un platter di buon livello.

Unica pecca forse è la mancanza di un brano che spicchi tra gli altri. Quel pezzo capace di entrare e impaludarsi nei meandri della mente, imprimendo il proprio titolo a fuoco e regalando cosi intensi brividi ed emozioni da memorie perpetue.

Nulla da togliere però ai Lilyum che ancora una volta hanno dato prova di sapersi evolvere nel tempo offrendo brani sempre nuovi ed interessanti che rendono l’album piacevole all’ascolto, con un tocco più riflessivo e malinconico, insomma, un lavoro che saprà di certo stimolare la curiosità di chi ancora segue il panorama black metal nei suoi risvolti di nicchia.

Tracklist:

  1. Intro – October’s call
  2. Mother of flies
  3. Justice palace
  4. In too blue
  5. Nothing

Recensione a cura di: Tatiana Granata

Riferimenti: Profilo ufficiale Facebook

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staff