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Il Tempio delle Clessidre - Il Ludere

Mi arriva da recensire il nuovo lavoro de "Il Tempio delle Clessidre" proprio il giorno in cui decido di trascorrere la mattinata ad ascoltare "Ad gloriam" de Le Orme!
...Com'era quella storia che il caso non esiste?! A volte mi viene da pensare che sia proprio così!
Le Orme, PFM, Balletto di Bronzo, Yes, Banco, Gentle Giant, Genesis (...e così i più noti li abbiamo citati quasi tutti!), tutte band che non hanno bisogno di presentazione e che certamente sono riferimento per la musica de "Il Tempio delle Clessidre".
La band di Genova, nata nel 2006 dall'incontro tra Elisa Montaldo e Stefano "Lupo" Galifi, voce storica dei "Museo Rosenbach" e che oggi vede in formazione oltre alla già citata Elisa (tastiere), Giulio Canepa (chitarra), Fabio Gremo (basso), Mattias Olsson (batteria) e Francesco Ciapica che nel frattempo ha preso il posto di Galifi, non è stata in questo senso molto fortunata!
...Mi spiego!
Se invece di "Ad gloriam", primo storico disco de "Le Orme", quella mattina avessi optato per tutt'altro genere musicale, il giudizio finale di questa recensione sarebbe stato forse diverso!
L'aver ascoltato una delle migliori espressioni di sempre del prog italiano mi ha permesso di mettere a fuoco come certi dischi siano ancor oggi delle immense miniere a cielo aperto.
Ben vengano quindi gruppi come "iTdC" che in essi continuano a ricercare inesauribili fonti di preziosa ispirazione.
Certo è pero' anche l'avermi fatto capire che il prog non ha fatto da allora grossi passi avanti e se in quegli anni era un modo nuovo, barocco, avanguardistico, di esprimere musica, oggi molto spesso sfiora il mero e stanco revival.
"il-Ludere" è un disco che nelle sue 10 tracce, dalle atmosfere spesso diverse tra loro, risulta sontuoso, manieristico, a tratti magico ed ammaliante, sempre molto solenne come a voler esser colonna sonora di un film epico medievale.
Il suo rock istintivo, mistico ed evocativo spazia tra le sonorità hard-prog affondando in ogni suo più nascosto anfratto.
Arrangiamenti e tecnicismi sono sopraffini, ma ciò che manca è la capacita' di esser riusciti a spostare in avanti il baricentro.
Nessun nuovo equilibrio è stato trovato e l'operazione, anche se ben confezionata e di sicura riuscita, non pone nessun nuovo tassello alla storia e allora mi chiedo perché non continuare ad ascoltare i capolavori del passato anziché dei troppo risentiti revival.
Verrebbe da pensare allora ad un semplice esercizio di stile, ma anche questa sarebbe un'affermazione profondamente sbagliata ed ingiusta, nel disco c'è onesta', anima, cuore e nessuno può affermare il contrario.
La mia vuole essere semplicemente una critica costruttiva e non certo una stroncatura al disco, ma di fatto il problema reale è che nessuna delle 10 tracce è stata capace di sorprendermi davvero e mostrarmi qualcosa di nuovo.

 

Tracklist:

1. Le Regole del gioco
2. La parola magica
3. Come nelle favole
4. Dentro la mia mente
5. Spettro del palco
6. Prospettive
7. Manitou
8. Nuova Alchimia
9. La spirale del vento
10. Gnaffè

 

A cura di: Simone Grazzi

Immagine che rappresenta l'autore: Tatiana Granata

Autore:

Tatiana Granata

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