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Live Report Swans

Live Report Swans,
Circolo degli Artisti, Roma
22/03/2013

Tutti, critici e appassionati, parlano del ritorno degli Swans di Gira come una vera e propria rinascita, anzi, di una (ri)crescita sotto ogni punto di vista. Con l’ultimo lavoro, il densissimo The Seer, abbiamo ascoltato dei pezzi aggressivi e dalle emozioni nude e crude, capaci di superare ogni altro gruppo di giovinotti. E’ quindi con discreta curiosità che ci avvicinavamo ad ascoltare dal vivo i pezzi di questo nuovo lavoro, a cui il tour 2013 è chiaramente dedicato. In realtà, proprio così non sarà, ma andiamo in ordine.
In primis, c’è stato qualche evidente qui pro qui sugli orari, visto che i previsti Xiu Xiu di spalla (in realtà Jamie Stewart in solitario) salgono con circa quaranta minuti di anticipo sull’orario dichiarato e quindi ne ascoltiamo solo qualche minuto mentre siamo fuori in fila. Perdiana.
Gli Swans salgono di fronte a un pubblico vagamente infastidito verso le dieci, il Circolo è quasi colmo e l’attesa è palpitante.

Per quanto possa essere notevole ascoltare un loro album da studio, il gruppo di Gira va forzatamente vissuto per rendersi conto delle sensazioni tremendamente sanguigne che trasmette: musica vitale, possente, in grado di far vibrare anche la più profonda corda dell’essere umano. Le loro note vi cadono addosso a mò di una divinità funesta, che magari non ha interesse nel farvi direttamente del male, ma nel migliore dei casi se ne frega della vostra salute mentale.
Chi si aspettava di ascoltare solo pezzi recenti, rimarrà in parte deluso visto che Gira, ormai incapace di riposarsi per più di qualche settimana, ha scritto altri pezzi nuovi che sta iniziando a presentare nel corso di questo tour.
L’apertura è proprio con la nuova To Be Kind, una lunga introduzione cantata che segue a una lenta discesa nel torpore noise che i nostri, in formazione a sei, tessono con la cautela di un ragno particolarmente affamato. Micheal sembra più tranquillo del solito, intento nel dirigere i propri compagni di band con la passione di qualcuno che sa di non aver più nulla da dimostrare al mondo o a se stesso, perfettamente a suo agio con quello che fa.
Segue Mother of The World, presa da The Seer, e ogni distrazione si dissolve perchè gli Swans sono di quelli che chiedono e pretendono attenzione dal pubblico.
Con Coward, si sale a livelli quasi bestiali, c’è la voglia di lasciarsi andare, abbandonare ogni minimo autocontrollo, tornare a sensazioni primordiali, colori, luci e sapori che siano quanto più basilari possibili. Bisogni primari di essere bistrattati, operare violenza. L’essere umano, inutile e vuoto, come una conchiglia.
A chiusura la lunga suite di The Seer va a scontrarsi con la Toussaint Louverture Song, una sorta di riflessione mimica e teatrale sul periodo del Terrore, direi tremendamente attuale per il nostro panorama politico.
Intanto sono passate due ore ed è già finito.

Non è che si decide di andare a vedere gli Swans perchè non c’è proprio niente di meglio da fare o per scattare due foto. No. Ci vai perchè ti comandano, perchè vuoi essere colpito nel profondo. Ci vai perchè sei vivo.

A cura di Damiano Gerli

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