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La Bestia Carenne - Coriandoli

La Bestia Carenne ha da poco pubblicato il suo terzo lavoro, “Coriandoli”, 9 brani cantati in italiano di un genere misto, che raccoglie diverse influenze e forma l’immagine di questo gruppo indie atipico e abbastanza fuori dagli schemi, un gruppo che non segue la massa e i gusti musicali predominanti e che non si piega al potere, questa la loro descrizione: “Dove è finita la nostra cattiveria? Quando abbiamo cominciato a centrare sempre il buco del cesso? L'arte e l'infanzia non sono certo fatte per pascolare nel seminato. Anche la musica indipendente è stata messa al guinzaglio dalle pratiche di produzione verticistiche del mercato. I risultati traducono perfettamente i terreni che tutti noi abbiamo arato. Cosa ci resta? Passare dalla parte di chi vince (ammesso di essere accolti)? Appiattire la nostra produzione sulle influenze di mercato? A noi va di pisciare e cacare un po' qua e un po' la tenendoci ben distanti dal cesso e dal seminato. Accettiamo l'odio e lo schifo senza estetizzazioni e glorificazioni”. Ecco, diciamo che non sono propriamente d’accordo con quanto vogliono far vedere i ragazzi, se vuoi veramente essere indie fuori dal seminato non suoni e non apri i concerti di determinati risvoltinati che suonano solo perché i grandi boss dell’indieschifo gli procurano i palchi avendo il totale controllo su pubblico e artisti.

Per fortuna l’ascolto dell’album migliora il mio umore, si tratta almeno di un lavoro originale, ben prodotto (autoprodotto), ben suonato e ben composto. Le influenze sono varie, quasi casuali, in un mix che rende originale ogni loro pezzo. Una commistione di generi e stili che sicuramente cattura l’attenzione. A volte sembra che il gruppo stia copiando qualcuno di più famoso, ma due note dopo si cambia già idea perché la composizione è estremamente varia, frammentata quasi, unici nel genere, particolari e accattivanti, verrebbe da dire quasi demenziali, ma è una schizofrenia lucida e che si esprime con chiarezza e incisività, hanno una personalità complessa, diretti in un fiume di follia ragionata nota per nota. Sono bravi, non si può contestare il loro talento, l’album è interessante, per nulla noioso, l’ascolto rimane alto dall’inizio alla fine.

Considerando la loro musica e i loro intenti “anarchici” il consiglio è di abbandonare l’indieschifo, basta suonare con chi invece ha deciso di seguire la strada più comoda per suonare e fare due lire, prendetevi un palco tutto vostro, ve lo meritate e non lasciate che con voi salgano “borghesi”.

01. L’uomo che cammina
02. La quercia
03. Le gambe belle
04. La notte di San Giovanni
05. Il nome di Saffo
06. Carpenteria
07. Il cecchino
08. Polena
09. Le mosche

a cura di: Valentina Ferrari

Immagine che rappresenta l'autore: Gianni Antichi

Autore:

Gianni Antichi

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