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Free Nelson MandoomJazz – Awakening of a Capital

I Free Nelson MandoomJazz sono una band scozzese nata nel 2011 e già dal nome si intuisce il genere di musica, fondono il jazz e il doom. Presentano ora il loro album, Awakening of a Capital.
Il disco è composto da 9 tracce che fondono alla perfezione entrambi gli stili, la produzione è ben curata e il risultato è di ottimo livello. Non si tratta però di qualcosa facile da ascoltare e in alcuni momenti l’ascolto può anche venire “disturbato” dal sax.

Non è jazz classico e sicuramente ci saranno molti puristi pronti a storcere il naso. Invece si tratta di una buona sperimentazione, sono originali e hanno un loro genere personale, è un disco che provoca stupore, sia in chi ama il jazz sia in chi lo conosce solo alla lontana.
I rimandi ci sono tutti, è una liberazione, trasformazione e interpretazione del jazz in chiave elettronica.
Non per questo il disco mi è piaciuto, il sax viene strozzato, la sua potenza e bellezza viene messa al servizio della sperimentazione, ma non è sempre gradevole. I brani non sono molto riconoscibili l’uno dall’altro, la creatività di partenza si smorza già al secondo brano perché sembra tutto uguale (ovvio, al mio orecchio inesperto).
A metà della quarta traccia ho abbassato il volume, più che un sax mi è parso di essere ad un raduno di gabbiani striduli, ti entra in testa e disturba l’orecchio venendo percepito come troppo alto e stridulo.

Diciamo che per l’originalità e produzione gli possiamo dare un 8, ma tutto il resto è fastidioso e noioso. Credo che il gruppo abbia ancora bisogno di sperimentazione per trovare un proprio equilibrio, le idee ci sono, vanno però strutturate in un prodotto che possa essere capito e apprezzato maggiormente. I virtuosismi e l’improvvisazione con il sax sono belli, ma non quando lo strumento perde la bellezza e sovrasta gli altri strumenti fino a schiacciarli, provocando fastidio all’ascolto.

01. Sunn Ra )))
02. The Stars Unseen
03. The Land of Heat and Greed
04. Poking the Bear
05. The Pillars of Dagon
06. Erich Zann
07. Erich Zann
08. Slay the Light
09. Beneath the Sea

Recensione a cura di: Valentina Ferrari

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