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Casa – My Magma

I Casa sono una band avant-rock del vicentino, nata nel 1999, hanno da poco presentato il loro album “My Magma” composto da 10 tracce. Si tratta del loro settimo lavoro, tutti i lavori sono stati pubblicati con etichetta Dichi Obliqui.
L’album si apre con un interessante pezzo solo voci “Tributo a qualcuno” che sicuramente lascia un senso di curiosità per tutti i brani che seguono, ha un sapore di canto antico. Questo uso particolare delle voci viene però a scemare già al secondo pezzo e si perde la sensazione positiva creata inizialmente. Il resto del disco scorre con una certa confusione stilistica, c’è del rock, della psichedelia, blues, elettronica, folk, ma si rimane con un retrogusto di fuori tempo e anarchia compositiva e stilistica. E’ una band in cui ognuno suona, canta e si esprime in libertà, ma dando poco senso di band e messaggio unico.

La chitarra in “Petrolini” sembra esprimere dolore, un lamento che dura per l’intero brano. Batteria e basso vivono di vita propria in tutto l’album, esattamente come la voce e la chitarra. “La zuppa con il coltello” è un altro esperimento interessante, sono 7 minuti e 33 secondi di vuoto unito a qualcosa che racconta l’impossibilità di compiere questa azione.
Esperimento interessante, molto particolare, ma forse non riesce a centrare il bersaglio e ad esprimere in modo fluido l’essenza del gruppo. Un cantautorato che cerca di essere band o una band che cerca di fare cantautorato. Non è proprio chiaro l’intento. L’avant rock gioca su accordi non convenzionali e cambi di tempo, ma qui non si avverte la visione d’insieme del gruppo. Sembrano più solisti uniti per il disco.
Originalità, creatività, mix di stili e buoni testi, ma complessivamente l’album non colpisce particolarmente, è un ascolto complesso, per orecchie fini e che porta con sé una complessità interessante, ma difficile da comprendere.

Alcuni spunti sono buoni, ma il concetto di avant rock li ha forse un pochino portati fuori dalla visione dell’opera nel suo insieme. Album per un pubblico colto, disposto a comprendere questa composizione che “sembra” quasi una sfida intellettuale. E’ tutto molto “indie”.

01. Tributo a qualcuno
02. In Nuce
03. Petrolini
04. Tacet
05. Ouverture Mandela
06. Non finito
07. Elegia no
08. Blues degenerativo
09. La zuppa con il coltello

Recensione a cura di: Valentina Ferrari

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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