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Jacopo Gobber - Accalappiacani

Ecco,...ma perchè io mi devo arrabbiare! E' una bella giornata, il sole segna 30 gradi! E' estate! E io adoro l'estate!!! E allora perchÈ tutto questo??? Mi devo arrabbiare perchè scopro solo adesso un musicista (con la M maiuscola!) come Jacopo Gobber! E mi devo arrabbiare perchè di progetti interessanti come questo, li si debba andare a ricercare ogni volta con il famoso lanternino tra i sobborghi dell'Internet!!!

Ok, magari altri lo conoscono sin dagli inizi e allora sono io che semplicemente sono arrivato troppo tardi, ma il nuovo disco di Jacopo Gobber, veronese classe 1983, è davvero un ottimo lavoro, uno di quei dischi da sentire e risentire. Nulla si inventa e niente viene creato dal nulla, ma tutto, quando si hanno le capacità per farlo, lo si può reinventare, rimodellare, ripensare. Quando ciò accade e il risultato finale è convincente ecco che allora sorge qualcosa di "nuovo" che vale veramente la pena di ascoltare con interesse. Da tempo risulta evidente come la nuova scena indipendente italiana si stia facendo sempre più largo nel panorama musicale nazionale e quello che si sta ascoltando nei network proprio in questi giorni ne è prova inconfutabile. Era ora!!! Dai che piano piano (...sempre troppo piano!) ce la facciamo!
Le 12 tracce del disco sono godibilissime, di una freschezza che in queste calde giornate fa davvero piacere ascoltare! Sezione elettronica su base acustica, tutto e il contrario di tutto, melodie e divertissement musicali, il tutto scritto, suonato e arrangiato dalla stessa mano.
Semplice, ma efficace e nell'attimo in cui credi che la canzone che stai ascoltando stia prendendo una deriva troppo "pop" ecco che i vari elementi tornano a mescolarsi di nuovo in una miscellanea di suoni synthetici che piacevolmente riescono a sorprendere! Accattivante la title-track, minimal-gaze la successiva "Il pianista" e finto-pop "Niente è stato scritto". I suoni si rimescolano su "Dirimpetto", divengono intimi e dark su "Privarsi di se stessi" e si rifanno appiccicosamente sintetici su "Lenitivo sassùne", più un intermezzo che un pezzo vero e proprio.

Il disco continua su livelli molto sotterranei con "Giocare a scacchi" e poi,...poi basta, perchè anche se avrei ancora molta voglia di parlarvi di questo disco e snocciolarvi le sensazioni traccia dopo traccia preferisco fermarmi qui. E lo faccio perchè è il momento che questo disco ve lo ascoltiate!

01. Accalappiacani
02. Il Pianista
03. Niente è stato scritto
04. Dirimpetto
05. Privarsi di se stessi
06. Lenitivo sassùne
07. Giocare a scacchi
08. La mente veglia
09. Sfortuna
10. Voce in spia
11. Equilibristi
12. Tornerai?

a cura di: Simone Grazzi

Immagine che rappresenta l'autore: Gianni Antichi

Autore:

Gianni Antichi

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