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Edward In Venice – Howler

Dopo 4 anni di attività, 2 Ep, vari tour d'Europa, un tour del Canada, uno in Giappone e varie apparizioni ad importanti festival italiani ed europei tonano gli Edward In Venice con “Howler”, firmato da NoReason Records, la linfa vitale della scena punk-rock italiana che vanta le migliori promesse dell'ambiente.

Il quintetto pesarese, capitanato da Filippo “Filo-Greg” Greganti mi rivela il segreto che conferma la città marchigiana come l'oasi della nuova buona musica: pare che chi non riesca ad amare la “tagliatella con la saRsiccia” non potrà mai godere della soddisfazione di poter creare musica d'impatto ed avendo ascoltato i prodotti tipici locali gli credo senza alcun dubbio.
L'ultima volta che li ho incontrati eravamo allo Strike Spa di Roma in occasione del SaveTheWhale Fest, lo scorso anno e mi avevano deliziato con un'impronta metal-hardcore piena di stile personale ed emozioni, quindi posso dirvi che questo disco vi spiazzerà.
“Howler” è un disco easycore, pop-punk new era.
Alcuni di voi si chiederanno come sia possibile emanare personalità da un sub-genere che sta prendendo il largo nella moda musicale 2.0, beh la risposta è in questo disco.
La prova della riprova che guardare avanti senza redimere le proprie origini è una formula vincente.
In ogni singola traccia si possono percepire le atmosfere, il taglio emozionale ed interpretativo che dal 2011 spingono gli Edward In Venice a distinguesti tra la marea di band che cercano di emergere,  prima nel metalcore e adesso nell'easycore lasciando intrasentire la rabbia hardcore e la dolcezza malinconica pop che si fondono in un disco dalla doppia facciata amalgamata con gran criterio senza sacrificare la tecnica strutturale del song-writing lasciando ampi margini alle voci e all'accompagnamento rendendo il tutto molto scorrevole e spontaneo.

L'unica nota stonata riguarda il mio gusto musicale che repelle qualsiasi cosa abbia dei fraseggi troppo melodici nei ritornelli, ma ho ascoltato interamente questo disco 3 volte in 2 giorni e quindi rinfilo la mia opinione nell'orifizio da cui è uscita e consiglio spassionatamente “Howler” a tutti quelli cresciuti nei corridoi scolastici con il pop-punk '90 mentre venivano mummificati con la carta igienica del plesso; consiglio esteso anche a tutti coloro che mummificavano gli studenti pop con i Comeback Kid nelle orecchie per poi srotolarli giù per la rampa per i disabili.

01. Under This Skin
02. Turbobright
03. Smokin Veichles
04. Howler
05. Home Is Where The Heart Lives
06. Epilogue

Recensione a cura di: Samuele Shescrazy

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff

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