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Noisekraft – The Neverending Nothing

Noisekraft è lo pseudonimo di Marco Cella, un ragazzo italiano nato a Venezia in un soleggiato giorno d’agosto del 1995. Lo studio della musica inizia a sei anni. Inizia a comporre e, successivamente, produrre musica nei primi mesi del 2011, lentamente guadagnando una discreta fama durante l’ondata europea di musica ?dget/synthpunk del decennio scorso. Kidnapping, l’album di debutto, esce nell’estate dello stesso anno diventando un piccolo cult in quella che venne poi de?nita “Nu-Rave Era” (forse uno dei nomi più brutti in assoluto), supportato da un tour nella stagione autunnale/ invernale presso varie località europee.

Altre tracce furono rilasciate nell’anno seguente, in particolare The New Wave - Single (probabilmente la sua canzone più nota) e The Eternal Night - EP (un addio ‘simbolico’ a quel periodo). Nei mesi seguenti il suo suono ha subito una maturazione, cominciando a modellarsi diversamente, inglobando alcuni generi alternative/rock come lo shoegaze e il post rock, continuando per a miscelarli con Ambient, IDM e altre sfumature elettroniche che lo radicassero al suo passato. Let The Sky Collapse - EP è ?glio di queste rivoluzioni, un breve EP autoprodotto/auto-promosso/auto-pubblicato considerato una piccola gemma dell’underground e della cultura “fai-da-te”. Le outtakes di quest’ultima release sono raccolte nel singolo February’s Rain dell’anno seguente. ! Dopo sei mesi di registrazioni, l’annuncio uf?ciale di First Canvas: The Neverending Nothing è stato fatto per il 10 Aprile 2015, un album che coinciderà con l’inizio di una serie di “tele” sonore, visive e letterarie legate dall’obiettivo di raccontare storie diverse ogni volta.
si parte con una sorta di Intro di poco più di tre minuti per poi proseguire con una traccia dalle sonorità molto Pink Floyd ai tempi di Atom Heart Mother. Il viaggio si fà ancora più interessante con la terza traccia messa in piedi da suoni a mio avviso non convenzionali, graffianti , scuri che rendono l'atmosfera un pò tetra, molto noise.

Dopo Loode, si comincia ad ascoltare una parvenza di musica grazie ad una chitarra pulita che accompagna una voce pulita e soffusa. A questo punto, The "Neverending Nothing" prende una piega decisamente Noise Grunge con i tredici minuti concentrati in "Black Under Indigo", ma dopo "Christmas Time Is Over Again", un brano lento e malinconico, il cd si chiude con un altra traccia "Fantasma" dal titolo "Epilogue" che si andrà a spengere dopo i primi 42 secondi su i due minuti e trentaquattro.
Dunque "The Neverending Nothing" è un disco difficile, bello e intenso, di nicchia, ma non convenzionale, non per tutti, ma se avete gusti fini e vi piace scoprire nuove sonorità e nuovi talenti allora "Noisekraft" fà per voi.

01. Act IV: Sleeping Tabs
02. Act III: The Breath
03. Act II: The Lighthouse
04. Act I: Loode
05. Act IV: Amnios/He’s Gone Away (Cover)
06. Act IV: Black Under Indigo
07. Act V: Christmas Time Is Over Again (Rehab)
08. Epilogue

 

Recensione a cura di: Madness

Immagine che rappresenta l'autore: staff

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staff

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