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De Staat - O

Ed ecco che il nome De Staat riappare ancora su Ondalternativa, questa volta però ci troviamo a parlare di loro (e non con loro – purtroppo – ma le soddisfazioni sono sempre tante). Band olandese che si colloca nell’alternative-rock, attiva dal 2006 con quattro album alle spalle e una valanga di singoli, che stupisce per il modo singolare di fare musica e la simpatia fuori limite. L’ultima uscita dei De Staat s’intitola O (è una lettera non un numero), o anche visto come cerchio, a rappresentare l’infinito, un infinito cambiamento a cui la dutch band balla attorno. Innovazione, voglia di sfidare l’artificioso mondo musicale e una impressionante versatilità, porta i cinque di Nijimegen ad incassare un significativo numero di premi e riconoscimenti e la possibilità di aprire le date Europee dei Muse a maggio 2016 con le loro divertenti performance. Dodici nuove tracce che spaziano da un glam-rock di “Peptalk”, con i suoi synth old school, a un funky tutto da ballare di “Make the Call, Leave It All” dove non manca certo un super combo di percussioni a segnare la vera passione del quintetto. “Get On Screen” suona come un pezzo dance, ma con le solite metaforiche liriche e un groove di combinazioni strumentali azzeccate alla perfezione. Si passa a “Murder Death” che rallenta lievemente il passo con il quale il platter era partito, ma un tintinnate giro di chitarra va a formare il ritmo base che trascina in una slow-motion dance. Si cambia scena, è tempo di blues, ma di un singolare blues marchiato De Staat in “Blues is Dead”, abili riff della sei corde avvolgono un cantato alla Bring It On degli Hard-Fi, cambi di tempo ed un intrigante melodia in synth anni 70. Via sulle note di “Baby”, avvolgenti e dinamiche, prima di arrivare a “Time Will Get Us Too”, dove ancora una volta il ritmo rallenta, psichedelico e brillante per più di sei minuti, vi trasporterà in un mondo parallelo alla realtà dei De Staat. “Round” ri-movimenta il tutto, sia con i brevi e secchi ritmi sia con il falsetto di cui Torre è formidabile. Si passa per “Life is a Game (Ladadi Ladada)”, forse la traccia più stimolante e divertente dell’album, dove un tumulto di torbidi chug si mescolano ad una martellante batteria. E’ tempo della funky “Systematic Lover” prima di dirigerci verso la conclusione con “Help Yourself” e “She´s with Me”, la prima ci lancia in un futuro prossimo a botte di robotiche vocals e suoni meccanici, e la seconda ed ultima traccia, stupisce ancora una volta per la versatilità’ con cui i De Staat si destreggiano anche nel soft country e blues rock, con melanconici ritmi quasi a richiamare i Radiohead e dove una chitarra quasi ambient vi coccolerà fino all’ultimo secondo e, sbalorditi e allibiti dalla bravura di questo gruppo, vi lascerete trasportare in una dimensione futiristica dove i De Staat sono già nella top-ten internazionale.

 

Tracklist

1. Peptalk

2. Make the Call, Leave It All

3. Get on Screen

4. Murder Death

5. Blues Is Death

6. Baby

7. Time Will Get Us Too

8. Round

9. Life Is a Game (Ladadi Ladada)

10. Systematic Lover

11. Help Yourself

12. She´s with Me

A cura di Tatiana Granata

Immagine che rappresenta l'autore: Alessandra Sandroni

Autore:

Alessandra Sandroni

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