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CHELSEA WOLFE - The Dark

Ci ho impiegato un po’ prima di prendere coraggio e scrivere qualche impressione sull’ultimo disco di Chelsea Wolfe, The Dark, uscito via Loma Vista lo scorso 21 agosto.

E ci ho impiegato un po’ non tanto perché me ne sentissi particolarmente scossa. Anzi, proprio il contrario, e questa è stata la grande novità ad avermi realmente turbata. Fa davvero un certo effetto quando un artista che ami all’inverosimile pubblica, per la prima volta dopo anni di onorata venerazione, un lavoro che non ti convince quasi affatto e sembra perfino che tu voglia sforzarti quanto più possibile per penetrarlo meglio (forse il problema sei tu, non il disco) e magari cogliere delle sfumature che non eri stato in grado di percepire ai primi ascolti. La questione però (e lo dico dopo un quantitativo esponenziale di riproduzioni) credo sia proprio questa: The Dark, nonostante il titolo che porta, resta solo sfumatura. O meglio, una fuliggine dai toni pastellati che si posa su quel nero ostinato al quale avevamo imparato ad associare la cantautrice di Sacramento e che forse in maniera più confacente si intonava con le tinte del nostro animo.

ph: Magdalena Wosinska

Cambiare immagine e sonorità è sacrosanto e, possa piacere o meno, quando il passaggio risulta convincente bisogna prenderne atto. In questo caso, però, sembra quasi venga fatto uno sforzo più necessario del dovuto nel dimostrare che quella patina funziona, che si può scendere a dei compromessi per arrivare al grande pubblico senza snaturarsi, che la luce ha finalmente preso il sopravvento. I testi parlano proprio dell’emancipazione da tutti quei recessi torbidi che l’avevano oppressa, delle dipendenze che l'avevano annientata: dall’alcool (di cui aveva scritto anche nel disco precedente She Reaches Out To She Reaches Out To She) oltre che dalle relazioni abusanti con gli altri e probabilmente anche con se stessa. Di questo, ovviamente, non possiamo che felicitarcene. Parlando di redenzione e bisogno di luce era quasi naturale che i quei cari suoni pieni di tormento ed enfasi disturbata cedessero il posto a toni più tenui, esacerbati da venature magari più morbide, finanche più accessibili.

Eppure, qui sorge il punto focale della vicenda. Al netto di tutto, sembra proprio che al centro del lavoro ci sia una manovra volta a rendere Chelsea Wolfe un prodotto pop dalle sfumature gotiche, che parla di malessere strizzando l’occhio all’ethereal wave che sta spopolando tanto in questo periodo a metà strada tra Ethel Cain e Lana Del Rey (alla quale molte delle recensioni che ho letto non hanno mancato di associarla).

Ma non tutto è perso. La componente goth come tratto distintivo del suo cantautorato ancora persiste indefessa in alcune tracce, come in “Turn the Key” e “Death Is Not The End”, che probabilmente risulta la più convincente del lotto. Sostanzialmente, però, nella maggior parte dei casi, recede dietro un trasporto evocativo più melodico, a tratti forse neanche troppo ispirato. I suoi sussurri accarezzano, ma non hanno la potenza di indugiare sulle corde più profonde e rischiano quasi di tramutarsi in canti di sirena autocelebrativi, come in “Swallower”, che comunque è impreziosita dalle chitarre di Troy Van Leeuwen dei Queens Of The Stone Age. Abbiamo comunque tra le mani un bel disco, sia chiaro, confezionato al puntino, pieno di ballate folk inondate da riverberi di delicato fragore acustico (tra cui spicca “Halo”) e screziate di fugaci zampilli spettrali (come la titletrack e “I’m Not There”) che però sono lontani da un fatale slancio emotivo, se non in pochi casi (e qui ci tengo ad isolare nuovamente “Death Is Not The End").

Per il suo ottavo disco (o nono se consideriamo l'album collaborativo con i Converge Bloodmoon:I), Chelsea Wolfe dismette i panni della sacerdotessa indiscussa del doom metal e del drone folk rock per abbracciare un’estetica più suadente. Il risultato tuttavia è una sorta di interregno in cui non riesce ad arrivare davvero né a chi ne amava l'oscurità, ormai velata, né a chi vorrebbe semplicemente ammirarne la patina luminescente.

 

TRACKLIST:

  • 1.Cold
  • 2.Seethe
  • 3.Humours
  • 4.Swallower
  • 5.Halo
  • 6.The Dark
  • 7.Turn the Key
  • 8.I’m Not There
  • 9.Death Is Not The End
  • 10.Dancer in the Sky
Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci