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The Fleshtones - Monk (Roma), 29.10.2026

Cinquanta anni di Super Rock, cinquant'anni dei The Fleshtones e di quella travolgente e contagiosa miscela di garage rock e puro rock 'n' roll, che al Monk si è materializzata in uno spettacolo ad alto tasso di energia.

Irriverenti, giullari post-moderni del puro divertimento, hanno scardinato e ribaltato ancora una volta sul palco i generi e le melodie, tra spruzzate di surf rock, psychobilly e garage punk, facendo roteare letteralmente il pubblico in un vortice infinito, nella loro “Wheel of Talent”. Ironia, come le parole in italiano ripetute a più riprese da Zaremba, follia imprevedibile, riverberi e fuzz, anime in falsetto e spiriti punk, vivacità contagiosa e quel sound che non fa stare fermo nessuno. Il motore del live è anche il contatto diretto con il pubblico e così, per alcuni brani, Peter Zaremba e Ken Fox scendono tra il sudore dei presenti. C'è chi canta assieme a loro, che chi si lascia trascinare da una danza incontrollata. C'è chi andrà in seguito a formare una sorta di affresco contemporaneo à la Michelangelo sfiorando il dito di Zaremba.

Peter Zaremba è un vulcano istrionico che si dimena tra tastiere, voce e tocchi di armonica blues, mentre Keith Streng salta a più riprese da una sedia, sale e scende dal palco al pit, picchia sulla chitarra in modo selvaggio. Intanto la serratissima batteria di Bill Milhizer non dà respiro e il basso di Ken Fox ha un groove diretto, secco e solidissimo. I brani si susseguono vorticosamente. "New Scene"; "Going Back To School"; "You Gotta Love, Love"; "Dreaming About Work" e "I’ve Gotta Change My Life". E ancora "The World Has Changed"; "Dick Tracy" e "American Beat ’84". Infine, mentre Bill Milhizer dalla sua postazione continua a suonare la batteria, Zaremba, Streng e Fox, sulle note di "Everybody Needs Somebody to Love", scendono dal palco e, salutando i presenti, vanno verso i camerini. Gli anni passano e i The Fleshtones sono ancora qui, con una grinta inarrestabile, sempre pronti a dare vita alla loro irresistibile festa sonora a fare del loro vestito rock and roll una cerimonia coinvolgente, che dal CBGB al palco del Monk non ha mai perso quel suo “American Beat”.

“Never gonna lose that, lose that beat”

Immagine che rappresenta l'autore: Ida Stamile

Autore:

Ida Stamile