Skip to content
Locus Festival 2026 – PLAY WHAT’S NOT THERE: Continuano gli appuntamenti –   MURMURÉ per Scomodo Estate – Monk (Roma), 10.07.2026 –   Gli YUPPIE FLU tornano con “BE FREE NOW” –   I GEESE per la prima volta in Italia tra poco più di un mese –   Continuano i concerti al PARCO DELLA MUSICA DI MILANO –   GLI INTERPOL tra pochi giorni a Bologna e nuovo disco in arrivo a fine agosto –   PORDENONE BLUES & CO. FESTIVAL – 35° edizione –   Assegnate le TARGHE TENCO 2026: Caparezza vince con il miglior album in assoluto –   Charli XCX ha rivelato la tracklist del suo nuovo album –   Mumford & Sons – Ippodromo delle Capannelle (Roma), 07.07.2026 –   Too Many Zooz – Monk (Roma), 05.07.2026 –   AMA MUSIC FESTIVAL presenta l’undicesima edizione –   System Of A Down • I-Days, Ippodromo Snai La Maura (Milano), 06.07.2026 –   LUGLIO NEL CHIOSTRO: LA SECONDA EDIZIONE DELLA RASSEGNA NEL CHIOSTRO DEL BUON PASTORE (ROMA) DAL 17 AL 31 LUGLIO –   6 luglio 2017: l’ultimo concerto dei Linkin Park insieme a Chester Bennington –   Locus Festival 2026 – PLAY WHAT’S NOT THERE: Continuano gli appuntamenti –   MURMURÉ per Scomodo Estate – Monk (Roma), 10.07.2026 –   Gli YUPPIE FLU tornano con “BE FREE NOW” –   I GEESE per la prima volta in Italia tra poco più di un mese –   Continuano i concerti al PARCO DELLA MUSICA DI MILANO –   GLI INTERPOL tra pochi giorni a Bologna e nuovo disco in arrivo a fine agosto –   PORDENONE BLUES & CO. FESTIVAL – 35° edizione –   Assegnate le TARGHE TENCO 2026: Caparezza vince con il miglior album in assoluto –   Charli XCX ha rivelato la tracklist del suo nuovo album –   Mumford & Sons – Ippodromo delle Capannelle (Roma), 07.07.2026 –   Too Many Zooz – Monk (Roma), 05.07.2026 –   AMA MUSIC FESTIVAL presenta l’undicesima edizione –   System Of A Down • I-Days, Ippodromo Snai La Maura (Milano), 06.07.2026 –   LUGLIO NEL CHIOSTRO: LA SECONDA EDIZIONE DELLA RASSEGNA NEL CHIOSTRO DEL BUON PASTORE (ROMA) DAL 17 AL 31 LUGLIO –   6 luglio 2017: l’ultimo concerto dei Linkin Park insieme a Chester Bennington –  

MURMURÉ per Scomodo Estate – Monk (Roma), 10.07.2026

Cosa vuol dire essere un artista fuori dal coro?

È da questa premessa che si sviluppa il format Murmuré come spazio di condivisione e dialogo intorno alla musica nell’ambito della nuova scena indipendente italiana. La rassegna, nata nel 2024 grazie ad Alpaca Music, è diventata nel corso degli anni un appuntamento fisso e una preziosa occasione per conoscere gli artisti e scambiare qualche considerazione con loro. L’abbiamo ritrovata ieri sera in una versione estiva al Monk di Roma per Scomodo Estate e, tra i media partner coinvolti nell’incontro, c’eravamo anche noi (insieme a Seituttolindie, Indie Life, Gente Emergente, 4quarti Magazine, Mescalina e Siamounmagazine). L’evento si è svolto al tramonto nell’area esterna del bistrò del locale romano, alternando momenti di analisi tra artisti e giornalisti con i set acustici dei due protagonisti di questa edizione, che sono stati rispettivamente Salvatore Spadaro e Moonari. Con entrambi abbiamo parlato di identità, scrittura, spazi e contaminazioni.

Salvatore Spadaro ci ha raccontato di com’è nato “Il prepuzio del fico”, il brano estratto dal disco in arrivo tra qualche mese, che si intitolerà Timpa (che nei dialetti meridionali vuol dire “collinetta” ma anche “burrone”, ndr) e che racchiude in un’immagine il rapporto conflittuale che il cantautore calabrese ha con la sua provincia, vissuta sia come slancio da un lato che strapiombo dall’altro. Attraverso un’ambientazione cinematica, il testo procede in modo molto suggestivo per immagini, fotografando le scene della vita di campagna, d’estate, nell’età in cui si perde l’innocenza e si inizia a sentire la propria esistenza sottopelle; questa cifra stilistica della sua scrittura ha portato Spadaro a definirisi un “raccoglitore di immagini” più che un cantautore. Protetto dai suoi occhiali scuri e dal nostro religioso silenzio, durante il suo set live ci fa vivere sospesi in una sorta di piccolo incantesimo, nel quale convivono delicatezza e nostalgia, ma anche incertezza e bisogno di crescere, tra la necessità di tagliare quel cordone che ci lega al nostro passato e pure la comprensione che sarà sempre parte di noi.

Cambia lievemente il mood con Moonari che, tra momenti di simpatico impaccio e un pizzico di sarcasmo, ci racconta del nuovo brano “L’impressione che ho di te” e del modo in cui questo si posizioni all’interno della sua discografia. In particolare, vengono affrontati temi relativi alla performatività e a come la debolezza sia piuttosto da considerarsi un valore aggiunto in un contesto in cui si ha continuamente bisogno di dimostrare qualcosa a se stessi e agli altri (il disco precedente si chiama appunto Sono Nato Debole). Ci racconta della sua passione per il designer Bruno Munari, da cui prende il nome d’arte, nata principalmente grazie al libro di poesie L’ eterno idiota e ringrazia il padre come maggiore fonte delle sue conoscenze sugli strumenti e del suo modo di intendere la musica. Artisticamente, Moonari costruisce la sua identità come un percorso volto a colmare le distanze, nella ricerca di una profondità che rappresenti la sua vera essenza; da qui la scelta di abbandonare la scrittura in inglese che viveva piuttosto come una sorta di maschera rispetto a quello che non riusciva a dire. Ma ora non si nasconde dietro nulla, neanche dietro le “cause” (più che fonti di ispirazione) che lo hanno portato ad elaborare storie piene di “malinconia e finali tristi” che ci regala durante il suo set.

Leitmotiv della serata il tema dell’autenticità che sembra essere tornato in generale (e per fortuna!) al centro del dibattito artistico, affrontato in uno spazio he ci ha permesso di dialogare e connetterci gli uni agli altri in maniera naturale e condivisa.

 

 

 

Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci