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Conosciamo i sei artisti di SUONI DAL FUTUTO che si esibiranno a Torino

Il tour autunnale di Suoni dal Futuro arriva allo Spazio 211 di Torino il 30 e 31 ottobre, con sei artisti emergenti selezionati per questa seconda sessione del 2026: Limonka, Mass Demonstration, Vittoria Donda, The Whistling Heads, Doobie Snack e Per Asperax.

Suoni dal Futuro è il progetto triennale nato dall’incontro tra Manuel Agnelli, il collettivo di GERMI - LdC e SIAE, dedicato alla nuova scena musicale italiana. L’idea di fondo è creare uno spazio in cui una nuova generazione di artisti possa incontrarsi, esprimersi e crescere, partendo dai piccoli club, che restano i luoghi in cui si può ancora sperimentare e cercare linguaggi che non hanno ancora trovato un’etichetta. Il Live Tour è la rassegna itinerante che ogni anno porta 12 progetti musicali in otto città italiane, per un totale di 96 concerti divisi tra primavera e autunno.

La tranche autunnale è partita il primo ottobre con una doppia data ai Candelai di Palermo, per poi toccare il Wishlist Club di Roma, lo Spazioporto di Taranto, l’Auditorium Novecento di Napoli, Spazio 211 di Torino, l’Urbica di Pesaro e il Germi di Milano. L’ultima data è il 28 novembre al TPO di Bologna.

Abbiamo chiesto ai sei artisti protagonisti di questa tranche qual è la forma che hanno per loro i suoni dal futuro e in che modo si posizionano con la loro musica in questa sorta di dialogo temporale. Queste le risposte estremamente interessanti e davvero poco scontate che ci hanno dato:

- Doobie Snack


Crediamo che la forma sia quella di una potente e solida fluidità. Se si considera la proposta culturale che è stata spinta per il progetto di Suoni dal Futuro non si può non notare una bella e sana varietà di generi e una intraprendenza che è forse il più grande dei meriti dei ragazzi che partecipano all'iniziativa. Ecco, noi nello specifico questa varietà tendiamo a volerla incarnare per le nostre ragioni personali ed artistiche ed essenzialmente perché la molteplicità fa parte della realtà delle cose, diversamente da ciò che una narrazione monolitica e soffocante del panorama Italia cerca di imporre come "la normalità”. Molte volte gli artisti si trovano ad essere stranieri nel paese di nessuno; Suoni dal Futuro ci fa sentire un po' più a casa, sempre ammettendo che se si cerca un'esperienza culturale valida non si può smettere di essere nomadi. Sul dialogo temporale si dovrà essere pedantissimi, chiediamo scusa in anteprima, ma non possiamo esimerci dal citare il caso del gran poeta francese Arthur Rimbaud, che con la sua Saison En Enfer pretendeva di dissolvere prepotentemente tutto il precipitato della tradizione letteraria precedente nella sua nuova arte visionaria, in sostanza partendo solo da sé e dissolvendo il mondo borghese in un sogno simbolico. Per quanto questa prospettiva sia seducente, sopratutto agli occhi di un focoso adolescente (ma adolescenti non siamo più) credo che il nostro dialogo parta dalla consapevolezza che ciò che facciamo ha una storia (Frank Zappa, Area, John Zorn, Mike Patton...) e che le direzioni innovative che vogliamo prendere si dirigono verso una tradizione e una geografia sommerse, non considerate rilevanti per il presente. Ecco, una rilevante azione culturale non può escludere le potenze culturali presenti nel territorio di un paese, deve bensì occuparsi di innervarle e, articolandole, dare vita ad un corpo ben organizzato e connesso. Questo è ciò di cui si sostanzia il futuro dei suoni. Come suonerà? Non lo sappiamo, liberamente come desidera. Non è corretto imporsi su ciò che ancora non esiste, bisogna immaginare le cose a trame per farsi poi stupire dal reale.


- Limonka


I “suoni dal futuro” per me hanno soprattutto una forma collettiva, la forma di un rito che si svolge tra il pubblico e chi sta sul palco, in maniera intercambiabile. Non sono sicuro esista un unico suono della “nuova scena”, ma esiste di sicuro una grande contaminazione tra di noi, e penso sia una cosa buona. Sono partito per questo tour convinto di sapere esattamente chi ero e cos’era la mia musica: mi sbagliavo, e penso sia una cosa buona.


- The Whistling Heads


“Suoni dal futuro” per noi è l’opportunità di portare la nostra musica sui palchi d’Italia, condividendola con il pubblico e soprattutto con le altre band. È un movimento che sentiamo molto vicino e serve a ricordare che la musica vive ancora nei club e nelle sale concerti, e non solo come contenuto usa e getta sui social media. Ora più che mai, è necessario trovarsi a pogare sotto palco e, per quanto ci riguarda, dare tutto il possibile per portare avanti il nostro progetto.


-Vittoria Donda


I suoni dal futuro non hanno una forma precisa, definiscono artisti che vogliono trovare la propria strada rimanendo fedeli alla propria musica e alla propria poetica senza bisogno di adattarsi e uniformarsi a quello che il mercato li spinge ad essere. È un mondo che racconta tutti quei ragazzi che in qualche modo si sentono outsiders nell’industria ma che vogliono far valere la propria voce cercando un modo per essere ascoltati. Il termine temporale non lo vedo da intendersi come un qualcosa di assolutamente nuovo che ancora non è stato fatto prima, bensì qualcosa che ancora non è stato visto, che sta spingendo per esistere, che raccoglie al suo interno ispirazioni passate e sonorità fresche e nuove.


-Mass Demonstration


Per noi i "suoni dal futuro" esistono già e si stanno esprimendo nei suoni del presente. La scena che si sta venendo a creare porta con sé il seme di qualcosa di molto più grande, e crediamo fermamente che il suo potenziale verrà espresso nella sua totalità. Come ogni cosa bella e vera, questo processo richiede tempo. Il lavoro, l'impegno e le esperienze che le band stanno facendo oggi costituiscono quella che sarà la scena fra qualche anno, e stando a quello che possiamo vedere e soprattutto ascoltare ora come ora, si prospetta qualcosa di molto bello e importante.


-Per Asperax


Per noi i suoni dal futuro sono quelli che riescono a rompere qualcosa nel presente. Non necessariamente suoni mai sentiti prima, ma modi diversi di mettere insieme le cose, di far convivere linguaggi e sensibilità che magari non dovrebbero stare insieme, almeno sulla carta. La nostra musica si muove un po' in questa direzione: parte dal rock, ma non ha troppa voglia di rispettarne i confini. Ci interessa sporcare le forme, creare tensione, alternare momenti più diretti ad altri in cui tutto sembra sul punto di deragliare. È un modo per provare a raccontare il presente senza prenderlo per buono, cercando una via d'uscita dalle forme già definite. In questo senso, il dialogo con il futuro non è tanto una questione di anticipare quello che verrà, quanto di non dare per scontato quello che c'è già. E di lasciare aperta la possibilità che la musica possa ancora sorprenderci, prima di tutto mentre la facciamo.


Torino @Spazio 211 
•⁠ ⁠30/10 — LIMONKA + MASS DEMONSTRATION + VITTORIA DONDA
•⁠ ⁠31/10 — THE WHISTLING HEADS + PER ASPERAX + DOOBIE SNACK

Pesaro @Urbica Velostazione
•⁠ ⁠06/11 — MASS DEMONSTRATION + DOOBIE SNACK + VITTORIA DONDA
•⁠ ⁠07/11 — LIMONKA + THE WHISTLING HEADS + PER ASPERAX
Milano @GERMI
•⁠ ⁠13/11 — LIMONKA + PER ASPERAX + MASS DEMONSTRATION
•⁠ ⁠14/11 — VITTORIA DONDA + THE WHISTLING HEADS + DOOBIE SNACK
Bologna @Covo Club
•⁠ ⁠26/11 — LIMONKA + MASS DEMONSTRATION + DOOBIE SNACK
•⁠ ⁠27/11 — PER ASPERAX + VITTORIA DONDA + THE WHISTLING HEADS
Immagine che rappresenta l'autore: Francesca Mastracci

Autore:

Francesca Mastracci