(2026, La Tempesta Dischi)
A tre anni di distanza dal precedente Artisans & Merchants tornano a far parlare di sé i Van Pelt, band statunitense che da 30 anni ha la sua nicchia di cultori nella scena indie americana e che si è conquistata il suo spazio intoccabile nel mondo grazie a dischi fondamentali per l’alternative rock come “Sultans of Sentiment”.
La creatura di Chris Leo, voce e penna dei Van Pelt, torna in scena con un disco che, se possibile, amplia gli orizzonti sonori del gruppo e ne conferma il rapporto speciale con l’Italia, poiché la produzione tocca a La Tempesta, etichetta fondata da Enrico Molteni dei Tre Allegri Ragazzi Morti, grande fan della band (i fan più fedeli dei Van Pelt ricorderanno che il loro rapporto con il nostro Paese sbocciò con quel clamoroso gioiello che è “Tramonto”, live andato in scena in una cascina ferrarese per amici e conoscenti che suggellò un primo addio alle scene del gruppo).

Spoken word, pedal steel e sassofoni: lungo queste undici tracce Chris Leo dimostra non solo di non aver perso l’ispirazione e di essere ancora capacissimo di fotografare nitidamente la disillusione e le problematiche di una generazione (e più in generale di un’epoca) ma di aver ancora voglia di non adagiarsi e, anzi, di dimostrare come i Van Pelt abbiano ancora moltissimo da dire.
Pezzi come “City of Dead Ends” o “Death by a solid argument” sono dei manifesti di ciò che i Van Pelt stanno provando ad essere e della penna di Leo, lucido, ironico e caustico quanto basta per regalare fotografie poetiche e struggenti in musica.
Siamo di fronte a una band che, a dispetto degli oltre 30 anni di storia alle spalle, ha ancora un universo sonoro da esplorare e da lasciarci godere insieme a loro: lunga vita ai Van Pelt, un culto che continua ad affascinare.

Tracklist
- Kris is riding horses in Ojai
- Linens should be freshly pressed
- Arid as the Aral
- City of dead ends
- Rally song for Marianne
- Frank’s jukebox
- Flaws of attraction
- A voralberg of the mind
- Martha Graham & the moon
- Lawrence, KS
- Death by a solid argument