A cura di: GERARDO DE GREGORI
Siamo stati a lungo abituati a chiamarli “gli Incomodo”, al plurale, visto che intorno al progetto musicale di Federico Calò, che l’anno prossimo compirà vent’anni di carriera, c’è sempre stata una band, seppur con membri che si sono alternati negli anni. Dal 2020, invece, Calò ha deciso almeno momentaneamente di proseguire la strada musicale da solo e questo piccolo EP intitolato Show è la prima prova sonora ufficiale di questa sua nuova direzione solitaria. “Al momento non c’è una formazione stabile con cui sperimentare, registrare o suonare dal vivo – ci ha dichiarato – Questo non significa che in futuro non possa tornare a esserci.”
In realtà, la forte attitudine “da band” del progetto Incomodo è ancora evidente a livello sonoro, tanto che ascoltando questo EP ci verrebbe ancora di chiamarli “gli Incomodo”, pur essendoci solo Federico dietro a questi riff potenti, alle chitarre infuocate, al basso poderoso e alla ritmica sempre dritta e diretta. Basta ascoltare i primi secondi della title-track, infatti, per avere l’impressione di trovarsi di fronte a un’intera band che si è fatta le ossa negli anni 90 e oggi vuol raccontare ai più giovani cosa si sono persi. Le impalcature shoegaze della prima traccia sorreggono una strumentazione graffiante, che aumenta la dose nel brano successivo (che in realtà è sempre “Show” ma appunto in una versione che vira più su atmosfere grunge) mentre l’attitudine da rock band si conferma definitivamente nel terzo brano “L’ira di Narciso”, dedicato alla violenza sulle donne.
Per averlo inserito in due (leggermente) diverse versioni e aver chiamato con il suo titolo l’intero EP, è chiaro che “Show” è un brano importante per Federico Calò:
Ho iniziato a scrivere Show tra il 2019 e il 2020 – ci racconta – e l’ho inciso nel 2021 per poi pubblicarlo nel 2025. Il mondo è disturbante, e quando qualcosa non mi torna o non la comprendo, spesso finisco per scriverci una canzone. In questo caso è stata la normalizzazione e la spettacolarizzazione della disumanità a risultarmi indigesta e a diventare il motore del pezzo.
Certo non è da meno il brano che chiude il dischetto, “L’ira di Narciso”, il quale con un gioco di parole tocca in realtà un tema tristemente attuale. Così ce lo descrive l’autore:
Sono stato spinto dal desiderio di voler contribuire con la mia voce alla sensibilizzazione nei confronti di un tema tanto delicato e attuale come quello della violenza di genere. Dovremmo essere tutti in grado di riconoscere i meccanismi alla base di certi comportamenti violenti. Solo comprendendo questi processi, che possono essere culturali, emotivi e psicologici, si può evitare di diventare il carnefice. Parlarne è forse l’unico modo per contribuire a spezzare il meccanismo.
I riferimenti musicali più evidenti in questo lavoro restano quelli classici, presenti sin dai primi lavori di Incomodo: Slowdive, Nirvana, Verdena ma anche certo Brit rock del nuovo millennio. Si percepisce, però, una maggior maturità di Calò, che infatti, parlando della sua evoluzione musicale, ci confida:
Oggi ho un controllo maggiore su ciò che faccio: riesco ad avvicinarmi molto di più ai suoni e alle atmosfere che immagino. Le canzoni sono il risultato di una ricerca continua, e gli album diventano fotografie di un periodo. Quello che è cambiato, negli anni, è che la ricerca e la sperimentazione sono diventate sempre più centrali.
Sarà anche per questo che, per quanto breve di durata, l’EP Show dimostra di esser stato lungamente studiato, perfezionato e concepito con cura in ogni sua parte, compreso il packaging a tiratura limitata. Il disco è, infatti, principalmente distribuito in formato digitale ma, per chi lo segue sin dagli esordi
Ho stampato 30 copie di una fanzine con allegato il CD – ci racconta Calò – per offrire ad amici e a chi vuole approfondire l’immaginario di Incomodo un modo per entrarci ancora di più. La fanzine, che ho chiamato Muddyshoes, raccoglie immagini, colori e pensieri che rappresentano l’estetica che attraversa Show EP. L’idea è quella di accompagnare l’ascoltatore ad immergersi nell’atmosfera che la musica crea.
Un ritorno sulle scene, per il progetto Incomodo, che si caratterizza quindi per lucidità di contenuti, rabbia sonora e voglia di ribellarsi a un mondo sempre più marcio e alienante. E questa è solo l’anticipazione di un lavoro su lunga distanza che vedrà la luce nei prossimi mesi.

Noi lo aspettiamo con ansia, nel frattempo, per chi ha voglia di ascoltare Incomodo come one man band di Federico Calò, può trovarlo:
- il 27 marzo al Bar Teatro di Pergine Valsugana (TN)
- il 18 aprile al Bfolk di Roma (dove suoneranno anche gli Alma Irata)