Anticipato dai singoli Distruggere un amore, Fragile e Naufraghi ed eroi
GLORIA TRICAMO
esordisce con il suo primo disco
FUCK, MARRY, DIE
disponibile dal 23 ottobre
che sarà accompagnato da due date live di presentazione:
24/10 - Milano, Biko
12/11 - Roma, Spaghetti Unplugged

ph credit @shalla_hope
Dopo essere stata accolta con entusiasmo dalla critica e dalla stampa e aver ottenuto ottimi riscontri anche sulle piattaforme digitali, con l’ingresso dei singoli pubblicati in alcune delle principali playlist editoriali, tra cui Fresh Finds Italia ed EQUAL di Spotify, si completa ora un nuovo tassello del suo percorso artistico, che incontra una produzione dal respiro internazionale.
Il titolo riprende il gioco Fuck, Marry, Kill, in cui a ogni nome viene associata una delle tre azioni, trasformandolo in una riflessione sulla tendenza contemporanea a classificare, semplificare e giudicare le esistenze degli altri. Ogni canzone è una nave su cui salpare, che ci può portare a destinazione e, allo stesso tempo, stravolgere l’esistenza. E Gloria, ripercorrendo proprio il suo legame con il mare, nelle immagini del porto dove è cresciuta, racconta le sue storie, che sono anche le nostre, tra forme di felicità da afferrare, un sistema viziato dalla performance, amori materiali e un futuro che non ha bussole, se non le intenzioni che più ci rappresentano.
Dobbiamo prendere la decisione più difficile e cruciale: vivere nella finzione oppure spezzare ogni tipo di sceneggiatura, riscrivendo la propria; ma forse, più nel profondo, la vera rivoluzione è prendersi la libertà di non dover interpretare nessun personaggio. E, nel momento in cui viene acquisita quella consapevolezza, comincia la più grande sfida quotidiana; ovvero, rimanere se stessi. Proprio su questo aspetto si forma la tela su cui Gloria riscrive i tratti della sua personalità, con uno sguardo profondo nei confronti di un mondo attorno che duplica copioni di vite già scritte e che spesso non ci appartengono.
Il progetto ha un'impronta fortemente suonata, tra cantautorato, tensioni noise e suggestioni del songwriting americano, realizzato insieme a musicisti e polistrumentisti come Benjamin Lazar Davis, Adriano Viterbini, Kyle Crane e C. J. Camerieri. Da un punto di vista visivo, la direzione artistica è curata da Shalla Hope, nome d'arte di Valentina Branella.
Il mio disco parla d’amore universale in tutte le sue forme; è anche un’analisi della realtà. A partire dalla metafora del marinaio che viaggia e che deve trovare il suo equilibrio sulla terra ferma e il mondo che spesso non ce lo permette, in un certo senso, c’è una presa di posizione precisa: contro cosa e chi voglio lottare, il desiderio di esprimere me stessa in tutto e per tutto, anche a discapito del sistema che deve scritturare la nostra parte
Gloria Tricamo
Follow on:
