Una sala del Monk gremita e un pubblico attento hanno accolto il ritorno di Micah P. Hinson a Roma per una delle tappe del The Tomorrow Man Tour, tournée che anticipa e celebra il nuovo album dell’artista texano. Sul palco con lui una band essenziale ma di grande impatto: Alessandro Stefana – anche produttore del disco – impegnato tra banjo, steel guitar, armonica e tastiere, e Paolo Mongardi alla batteria, presenza solida e vigorosa.
Il concerto, durato circa due ore, si è sviluppato come un viaggio in due capitoli: una prima parte più radicata nell’immaginario country delle origini di Hinson, con atmosfere polverose e ritmi asciutti, e una seconda più raccolta, intima, centrata sulla voce – potente, graffiata e sorprendentemente calda – dell’artista. Il rapporto con il pubblico è stato continuo: battute, scambi spontanei e quell’ironia fragile che da sempre caratterizza il songwriter.
Momento speciale della serata l’arrivo sul palco della moglie di Hinson, che ha affiancato il marito ai cori in un brano, avvolta in un poncho di ispirazione nativo-americana che ha aggiunto una sfumatura ancora più narrativa all’esibizione.
